Ha già toccato quasi il tetto delle 50.000 firme su Change.org la petizione per allontanare Giorgio Furlani dal Milan. L’Amministratore delegato rossonero che diventa il volto più emblematico su cui Curva e sostenitori rossoneri sfocano la frustrazione per i risultati recenti di un Milan lontano dai livelli ambiti dalla propria storia e dal proprio blasone.
Ieri pesantissima contestazione, alla squadra ma soprattutto al suo dirigente. Prima fuori da San Siro, con striscione “Furlani Vattene”; quindi in curva prima del fischio d’inizio della disfatta con l’Atalanta: “GF OUT” la coreografia con cellulari ed accendini. Dopo il terzo goal incassato, la Curva ha abbandonato tra l’altro San Siro in segno di protesta. Ma attenzione, la contestazione è continuata all’esterno: fino a notte fonda nessuno escluso, tutti sotto attacco.
Il Milan è crollato, s’è sciolto, perde di continuo, incassa e non colpisce. Come un pugile che, svanito il sogno Scudetto, s’è completamente lasciato andare. Allegri ha sempre parlato di quarto posto ma quando il primato s’è allontanato, la squadra s’è sentita evidentemente al sicuro ed ha staccato la spina. Max prova a riattaccare da settimane l’interruttore ma non c’è niente da fare. Adesso o mai più ci deve riuscire: la Roma incombe, sei punti o pure la Champions rischia di saltare.
Ma la forma recente del Milan è solo specchio di quel che si vive da troppo tempo. Allegri e Tare, già due figure differenti tra loro con idee che non sempre collimano, devono sempre riportar tutto all’Amministratore Delegato che, consegnatogli da Cardinale, s’è preso il Milan. Accusato nell’opinione popolare di affari di convenienza con dirigenti e procuratori, grande contabile ma poca esperienza tecnica, la sua gestione è stata un disastro. Ed adesso, con una piazza sul piede di guerra che ne chiede la testa, pensa seriamente alle dimissioni, e non potrebbe esser altrimenti. Intanto, le firme raccolte dalla petizione online sono destinate ad aumentare vertiginosamente, nelle prossime ore.


