Se la delusione Paolini, come descritto nel pomeriggio di ieri, prende le copertine in edicola domenica, non è stato certamente tutto amaro il primo sabato degli Internazionali. Anzi, tra certezze e sorprese, soprattutto nel tabellone maschile sussistono eccome tanti motivi per sorridere.
A partire dall’uomo più atteso, Re Sinner, a cui manca soltanto Roma da aggiungere al suo palmares già di per sé straripante. Nel 2026 senza freni, ed al momento soprattutto senza Alcaraz, il rullo compressore altoatesino aggiungere ad annettere anche la Capitale, alle sue conquiste, per scappare e fortificare sempre più la ripresa del primato da N1 al mondo. Partiva con Ofner e senza problemi non ha lasciato scampo all’avversario iniziando già a deliziare il pubblico del centrale con giocate d’alto rango che presumibilmente accompagneranno e scandiranno tutta la prossima settimana, col chiaro obiettivo d’arrivare fino in fondo. Anche ieri, con l’austriaco, 6-3 e 56-4 senza storia. Adesso c’è Popyrin.
Se Sinner ambisce al sesto Masters 1000 consecutivo, per la storia e per i record, anche Cobolli chiaramente vuol far bene davanti alla sua Roma. E la partenza non ha tradito: battuto Atmane, adesso c’è Tirante. C’è tanta stoffa di Flavio, maturo e mentalmente forte, a vincere il tiebreak e gestire sul velluto per portar la missione in porto il secondo. Ora sì che Roma può godersi la version miglior del suo nuovo figlietto tennistico, può far strada. Ed ha voglia, a differenza dello scorso anno quando uscì già al debutto perdendo addirittura il derby con Darderi.
Sia Sinner che Cobolli torneranno in campo lunedì. Entrambi partivano dal secondo turno, però. Chi dal primo, ma adesso come loro ai sedicesimi, è Mattia Bellucci: il ragazzo di Busto vola, strappa sorrisi, sorprende e diverte. Dopo Burruchaga colpo su Etcheverry, albicelesti trafitti. Adesso c’è Landaluce, col sogno ottavi in fondo al cuore.


