Yoko Ono ferma la birra “John Lemon”: il gioco di parole finisce in tribunale

Accordo raggiunto tra i legali dei Beatles e un birrificio bretone: scorte salve fino al 2026, poi il marchio sparirà per sempre.

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Il gioco di parole è costato carissimo alla “Brasserie de l’Imprimerie”, un piccolo birrificio artigianale di Bannalec, nel cuore della Bretagna. Per anni il titolare Aurélien Picard ha prodotto la “John Lemon”, una birra stagionale a base di limone e zenzero, convinto che quell’omaggio fonetico fosse un’innocente trovata goliardica. Ma la leggerezza si è scontrata con il muro d’acciaio alzato da Yoko Ono.

La vedova di John Lennon, custode inflessibile dell’eredità del marito, ha dato il via a una battaglia legale internazionale. Il nome Lennon è un marchio registrato dal 2016 e l’etichetta della birra bretone, che includeva caricature e richiami visivi inequivocabili, è finita sotto la lente dei legali dei Beatles. Di fronte a possibili risarcimenti da 100mila euro e penali giornaliere da mille euro, il piccolo birrificio ha dovuto cedere.

L’accordo raggiunto prevede una “exit strategy” curiosa: le 5.000 bottiglie già in stock potranno essere vendute fino al 1° luglio 2026, dopodiché il marchio sparirà per sempre. Paradossalmente, la diffida ha scatenato un effetto boomerang: la notizia ha fatto il giro del mondo, trasformando una birra di nicchia in un oggetto di culto. Le vendite sono esplose, rendendo la John Lemon l’ultima preda ambita dai collezionisti.

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