Un successo che mitiga in classifica un’annata domestica assai complicata e che soprattutto conserva sorriso, ottimismo, speranza e consapevolezza in vista dell’appuntamento più importante di stagione, la finalissima di Coppa Italia con l’Inter. La Lazio così è tornata da Cremona: segni di vita Isaksen, continuità Noslin, insomma di spunti positivi ce ne sono e lo staff tecnico biancoceleste può accennare sorrisi al ritorno nel proprio fortino di Formello.
Ma a tener banco, quando si parla di Lazio in queste ore, sono soprattutto le parole di un Sarri scatenato fiume in piena nel post gara dello Zini ieri sera. Su uno dei temi predominanti del mondo capitolino: il derby del 17 maggio previsto al 99.9% ormai alle 12.30. Già, all’ora di pranzo, perché tra veto Vimitale alla notturna e concomitanza con finalissima Internazionali a due passi, altro orario non si poteva trovare.
Bene, fa scalpore l’indignazione del Comandante, che non usa mezzi termini e soprattutto esprime parole forti per chi sferrerà l’orario discussissimo del derby di ritorno: “Le date degli Internazionali si sanno da due anni, che le gare si devono giocare in contemporanea nelle giornate finali pure. Se chi fa il calendario in Lega non capisce questa cosa, deve dare le dimissioni subito. Ad inizio stagione abbiamo fatto il derby a 37 gradi, ora ce lo fanno giocare a maggio alle 12.30. È un insulto a Roma, alle due società romane, ai tifosi e qualcuno deve pagare. Spero che non ci facciano giocare a quell’ora, anche solo chi l’ha proposto se ne deve andare. Sicuramente io non vengo, non vi faccio le interviste per protesta. Vado in panchina poi mi alzo e me ne vado. Vorrei chiedere in Lega perché non hanno fatto giocare Inter-Milan alle 12.30”.


