C’è anche un uomo residente in provincia di Frosinone tra le persone finite nel mirino della Polizia Postale nell’ambito della maxi operazione nazionale chiamata “Mad Hatter” (Cappellaio Matto la traduzione) contro la pedopornografia online. L’indagine, durata due anni e portata avanti anche con agenti sotto copertura, ha smascherato una rete che scambiava materiale terribile con abusi sui bambini su internet.
In tutta Italia il bilancio è pesante: la Polizia ha eseguito 3 arresti e denunciato altre 6 persone in diverse città. Proprio tra i denunciati figura il cittadino ciociaro, la cui abitazione è stata perquisita dagli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica.
Durante il controllo in Ciociaria, i poliziotti hanno sequestrato computer e telefonini che ora verranno analizzati per capire quanto materiale fosse stato scaricato o condiviso. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Roma, ha visto collaborare anche l’FBI americana per rintracciare i colpevoli che si nascondevano dietro lo schermo.
Le perquisizioni e i provvedimenti hanno colpito diverse zone del Paese, tra cui Como (dove è stato arrestato un giovane di 28 anni); Roma (ritenuta la base operativa dell’indagine coordinata dalla Procura capitolina); Torino, coinvolta nelle attività di controllo e perquisizione; Sardegna, con interventi eseguiti dai reparti locali della Postale; Lombardia, Piemonte e Lazio: le regioni dove si è concentrata la maggior parte degli interventi.
L’attività ha consentito di trarre in arresto un uomo di 70 anni con precedenti specifici in provincia di Belluno, uno di 63 anni nella provincia mantovana e un 28enne della provincia di Como, per detenzione di migliaia di file realizzati mediante lo sfruttamento sessuale di minori e di denunciare in stato di libertà ulteriori soggetti, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, residenti nelle province di Bari, Oristano, Massa, Firenze, Lecco e Frosinone. L’attività di indagine conferma l’impegno della Polizia di Stato nell’attività di prevenzione e contrasto dei gravi crimini perpetrati nei confronti dei minori e delle vittime vulnerabili. Al momento le indagini proseguono per vedere se ci sono altri complici o contatti sospetti proprio nelle zone della provincia di Frosinone.


