Senza tregua. La Premier prosegue, attanagliando le attenzioni del calcio mondiale, per un NBA del Football che si prepara a celebrare l’ennesimo finale appassionante per un duello al titolo, per lo scettro finale, che si deciderà ancora all’ultimo respiro. Le protagoniste? Ancora loro, ancora Manchester City e Arsenal, con maestro Guardiola tornato padrone del suo destino e quell’allievo Arteta che rischia ancora una volta d’uscir a mani vuote nella stagione più importante, quella dominata da agosto a metà aprile.
Lo scontro diretto ha detto sì Man City, ma stavolta non è stato manifesto. Stavolta poteva succedere di tutto: nessuna superiorità. Ecco perché come suggerisce il labiale di Rice “non è ancora finita”. Man City sotto di tre punti ma con una gara da giocare in più, differenza reti pressoché equivalente. Basta solo un’insidia per scivolare che può risultar fatale. In questi casi per anni il City è stato animale, corazzata capace di non sbagliare mezzo colpo e chiudere con una serie di successi come i più infallibili cecchini. Ma stavolta è diverso, quantomeno può esserlo.
Si riparte stasera per un turno infrasettimanale a cinque dalla fine, un turno che arriverà fino al weekend, per concomitanza semifinali di FA Cup. City a Burnley, risponderà l’Arsenal col Newcastle. C’è tanto, ci può esser ancora tutto. Se Liverpool, Villa e United sembrano sempre più Champions per una corsa che descrive il Chelsea di Rosenior così balbettante ed al momento tagliato fuori, tenebrosa ma straordinaria pur la corsa salvezza che quest’anno riflette un ospite d’eccezione: quel Tottenham che rischia grosso, anzi grossissimo. Perché Forest e Leeds, in fuga, si sono staccate. Adesso è Spurs – West Ham, a distanza: mors tua, vita mea.


