Non si ferma la scia di profanazioni che sta scuotendo l’intera provincia di Frosinone. L’ultimo atto di vandalismo sacrilego è stato scoperto stamattina in via Due Cone, a Ceccano, dove ignoti hanno decapitato una statua in marmo della Madonna di Lourdes situata in una nicchia votiva pubblica. La testa della scultura è stata lasciata dai malviventi proprio alla base del monumento, un dettaglio macabro che ricalca fedelmente quanto accaduto in altri centri della zona.

I Carabinieri di Ceccano e della Sezione Operativa di Frosinone stanno lavorando senza sosta, analizzando i filmati delle telecamere per dare un volto ai responsabili. Ma il sospetto che si tratti di una “mano unica” è ormai quasi una certezza, data la sequenza di attacchi simili registrati nell’ultima settimana.
Una lunga serie
di atti sacrileghi
L’episodio di Ceccano è solo l’ultimo di una serie di gravi sfregi al patrimonio religioso locale. Ricordiamo gli altri: Frosinone, Chiesa di San Benedetto (10-11 aprile): il primo episodio shock ha riguardato la statua di San Pio (Padre Pio), trovata decapitata all’interno del luogo di culto. I rilievi della Scientifica hanno confermato la brutalità del gesto; Frosinone, Via Madonna delle Rose (14 aprile): solo pochi giorni dopo, un altro attacco identico ha colpito la Madonna di Lourdes custodita in una nicchia vicino alla stazione ferroviaria.

Anche in questo caso, la statua è stata mutilata della testa; Anagni e Alatri: segnalazioni di atti sacrileghi e profanazioni sono giunte anche dai comuni di Anagni e Alatri, dove l’arcivescovo Santo Marcianò ha denunciato una situazione di “profondo turbamento”, invitando i fedeli alla vigilanza e alla preghiera; Arnara: altri raid vandalici nelle chiese sono stati registrati nel piccolo centro di Arnara, confermando che l’offensiva sta interessando l’intero hinterland frusinate.
Reazioni e Indagini
Il Sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, ha espresso fermo sdegno parlando di comportamenti che “colpiscono simboli profondamente radicati nella vita della città”. Le indagini dei Carabinieri si stanno ora concentrando sulla comparazione dei video dei vari siti colpiti e sulla ricerca di analogie nei precedenti penali di soggetti già noti per atti di vandalismo o squilibri psichici.

La comunità attende risposte, mentre il caso è balzato agli onori della cronaca nazionale, con l’intervento delle telecamere di Mediaset per documentare quello che appare come un vero e proprio “giallo delle statue decapitate”.


