MILANO – Sono ore di festa, in casa nerazzurra. Perché sono state definitivamente piazzate entrambe le mani sul 21° Scudetto. Un successo a Como clamoroso, per sviluppo di gara e poker interista in rimonta, un 4-3 che sfruttando il concomitante mezzo passo falso del Napoli a Parma stavolta rompe gli indugi e non lascia più scampo ad equivoci ad aritmetici: Inter a +9 a sole 6 curve dalla fine, proprio nell’ultima occasione in cui forse erano proprio gli azzurri a vantar la gara più agevole per accorciare, quantomeno sulla carta.
Carta e penna su cui adesso i calcoletti d’algebra parlano solo di conto alla rovescia. Uno statement, quello nerazzurro. Di una squadra che sembrava sorpresa dalla qualità dei lariani di Fabregas ma che, sono 2-0, non ha mollato. E ha saputo infilzare l’espressione comasca nelle sue ingenuità, il rovescio della medaglia del calcio di Cesc: Thuram incontenibile che si sblocca al momento giusto e torna a segnar pur doppiette nel momento più determinante della stagione, sorpassa quel Denzel Dumfries finalmente recuperato e che l’anno scorso fu uno dei treni più forti d’Europa. Insomma, un vero e proprio statement.
E c’è spazio per quel pizzico di magia che senz’altro farà piacere ai tifosi interisti. Perché Como fu proprio l’ultima tappa domestica della passata stagione, quando Inzaghi si arrese al successo di Conte, che ben seppe sfruttare le fatiche europee dei nerazzurri. Adesso sono stati messi tutti i conti al loro posto. E dove furono lacrime oggi è gioia, gioia tricolore. Per un’aritmetica che potrebbe fioccare addirittura già entro fine mese.


