Probabilmente uno dei colpi più importanti della stagione bianconera, l’uno a zero a Bergamo. Senza brillare e senza spunti, contro un’Atalanta mai doma, in quel catino di Bergamo che solo mesi fa risultò fatale in Coppa Italia. La Juve ha centrato ieri sera tre punti pesantissimi che, se il Como non dovesse far miracoli anche con l’Inter capolista, può significare ritorno immediato al quarto posto in solitaria.
Esulta Spalletti, che pesca Boga e continua a far di necessità virtù nel migliore dei modi. Come narrato e decantato, non c’era tempo alla vigilia per festeggiare, ma anche stamani il mondo Juve non può che esprimere soddisfazione per quanto chiuso, il rinnovo del contratto del mentore che questa Vecchia Signora la sta ricostruendo e verso le direzioni più giuste, Luciano Spalletti.
Vincere a Bergamo, dall’avvento di Palladino, è roba da Bayern e pochi altri. La Juve, tra queste. Bremer guida e giganteggia, Locatelli è ormai diventato grande. La solidità difensiva, per quanto ottenuta senza stantii o calcio vecchio stampo bensì con principi evoluti, resta sempre la base. Spalletti, che si evolve sempre, la sa ottenere coi connotati di calcio 2026. Straordinario. E pure juventino. Perché da quelle parti le fondamenta della piramide sono sempre state imprescindibili e comandano i primi argomenti di discussione bianconera. Ecco perché Spalletti, perfetto pure per la Juve.


