Una Caporetto azzurra, evidentemente, ancora una volta. E stavolta non parliamo di alcuna realtà ai quarti di Champions, perché di tricolori non sussisteva minima traccia. Quasi in tinta unita col capitolo Zenica, il più importante, con l’Italia fuori dal Mondiale per la terza volta di fila. Tempi bui nel calcio italiano, e pure l’ultimo barlume di luce e speranza nell’Europa del giovedì, tra EL e Conference League, è stato ridotto al lumicino.
In Conference spazzata via la Viola. Colpa di chi ancora sottovaluta il calcio britannico anche nelle realtà del centro classifica. Di una Premier meravigliosamente NBA. La Fiorentina è stata scaraventata via anche a Londra, un tre a zero netto ineccepibile e senza ammissione di replica. Nella bolgia del Selhurst, condita dai folkloristici rotoloni delle Eagles, il Crystal Palace ha dato lezione di ritmo, mentalità, forza ed intensità: un rullo compressore dall’inizio alla fine che spegne anche quest’anno quasi definitivamente ogni sogno europeo della Viola.
In altre maniere, ma pur sempre di mentalità, la sconfitta del Bologna al Dall’Ara con l’Aston Villa. Era l’appuntamento più importante della stagione felsinea (quarti d’Europa League) e per larghi tratti la formazione di Italiano ha espresso: anche sfortunata, tra legni e prodezze del Dibu Martinez. Ma il Villa è realtà assoluta, favorita della competizione, trainata dall’istituzione Emery. E anche ieri ha spiegato perché, colpendo il Bologna quando fa più male. Inammissibili ingenuità, superficialità letali a questi livelli. E anche quando a produzione l’inerzia suggerisse rossoblu, tre a uno esterno Villa. Lezione di Emery a Vincenzo Italiano. Lezione della Premier alla Serie A. Sei a uno, inappellabile.


