E’ successo di tutto e di più in queste ore. Tumultuose. Un processo collettivo, all’Italia. Un processo a cui partecipano i media, ma soprattutto le stesse istituzioni politiche, adesso scese pure in campo con Abodi. Il disastro nazionale italiana è vissuto collettivamente, e non potrebbe esser altrimenti. Tre volte senza Mondiali, è un dolore sportivo ma generazionale.
Ma se per l’appunto istituzioni e media processano, il popolo contesta. E coi suoi metodi. Come quelli che ha registrato la sede della Federazione a Roma fin dalle prime ore di stamattina. Un vero e proprio assalto: un lanciato di uova a mura e vetrate della FIGC. Ma non solo, perché sono stati esposti anche striscioni. In questo caso attaccanti tutto il movimento, ma anche in questo caso l’obiettivo principale è solo uno: Gabriele Gravina.
Il presidentissimo che, ancora una volta, non ha palesato alcuna intenzione di dimissione ed anzi, proprio a Roma ed in quella sede assaltata imbrattata dal giallo uova, domani cercherà di capire la posizione dei suoi organi e delle sue componenti, nella riunione allestita in fretta e furia per capir con qual posizione affrontare il Consiglio federale di settimana prossima.


