Era nell’aria da giorni. Adesso è arrivata pure l’ufficialità. Igor Tudor non è più l’allenatore del Tottenham. Decisione presa in settimana alla luce di un ruolino di marcia da horror da quando subentrato a Thomas Frank, in pieno febbraio, allora per risollevare le sorti di un club di cui, dal suo fallimentare arrivo, ne ha catalizzato soltanto declino e discesa.
Un punto in sei partite di Premier. Altro che risollevare. Ha peggiorato in maniera tumultuosa l’annus horribilis degli Spurs. Un traghettatore che di Premier non ne sapeva nulla e dal suo avvento la sua barca è completamente naufragata. Decisivo il 3-0 interno finale col Forest che ha tolto ogni tipo di dubbio.
Domenica scorsa ha dovuto lasciar Londra in fretta e furia, per tornare in Croazia dalla famiglia, afflitta dalla morte del papà. Davanti a ciò, tutto passa in secondo piano. Gli Spurs hanno fatto passar dei giorni per ratificar gentilmente una decisione già presa: alla fine anche Igor è convenuto che non si potesse andar avanti, pertanto rescissione consensuale e croato al fianco della famiglia.
Poco più di un mese in sella per un disastro tra i più negativi di sempre in Premier, quasi record. Spurs da giorni a lavoro per trovar una figura che possa portar in salvo la squadra, soltanto a +1 dalla retrocessione. Il sogno è De Zerbi, ma non vuole rischiare. Per questo ancora traghettatore: occhio a Davies, Hoddle e Redknapp.


