L’Università di Cassino si lascia alle spalle i tempi duri del debito e riparte con una marcia in più. Durante l’inaugurazione del 47° anno accademico, svoltasi stamattina (giovedì 26 marzo), il Rettore Marco Dell’Isola, parlando davanti a un’aula magna stracolma, ha spiegato che l’ateneo non è solo un posto dove si studia, ma una vera e propria fabbrica di benessere per tutta la provincia. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: ogni euro investito nell’università ne fa tornare indietro fino a tre sul territorio, creando un giro d’affari che aiuta tutti.

Ma la notizia che fa più piacere riguarda il futuro dei ragazzi. Su 30.000 giovani che si sono laureati a Cassino, l’85% è rimasto a lavorare in zona. Questo significa che l’ateneo non “esporta” cervelli, ma crea professionisti che restano a far crescere le imprese locali. Non è un caso se negli ultimi tre anni sono raddoppiati i brevetti e le nuove aziende nate direttamente dentro l’università: un segnale fortissimo di come la ricerca si trasformi subito in lavoro vero.

Il piano per i prossimi anni è ambizioso: l’università vuole diventare un punto di riferimento non solo per gli esami, ma per la vita di tutti i giorni, offrendo servizi, sport e cultura a tutta la cittadinanza. Certo, le sfide ci sono, come il calo delle nascite o la concorrenza delle università online, ma la strategia è puntare sulla qualità e su un legame sempre più stretto con le città della provincia di Frosinone.

La cerimonia, che ha visto protagonisti anche gli studenti con Gianvito Carlomusto e il personale dell’ateneo con Manuela Scaramuzzino, si è chiusa ricordando esempi di coraggio come Giulio Regeni e Vittorio Bachelet. Con gli interventi tecnici di esperti del calibro di Daniele Franco, Sergio Nisticò e Ole Settergren, l’ateneo ha ribadito di avere tutte le carte in regola per competere a testa alta a livello internazionale, portando ricchezza e innovazione nel Cassinate e in tutta la Ciociaria.


