Uno stratega, Sinner. In un terreno così prestigioso ma al contempo scivoloso, dove tanti grandi hanno lasciato le penne eccome come Alcaraz, ancora una volta Jannik non sbaglia, nonostante le insidie. Superati pure gli ottavi: dopo aver vinto Indian Wells, l’altoatesino aspetta i quarti dei Masters 1000 di Miami.
E che inside: perché stanotte battere il giovane Michelsen è stato decisamente più tortuoso del previsto, come d’altronde mostrano i parziali. 7-5 e 7-6, un successo nel doppio set sofferto in entrambi i casi fino all’ultimo respiro, quando in realtà però maggior tasso d’esperienza, freddezza glaciale e mentalità hanno fatto la differenza.
E la chiave è stata, come suggerito in apertura, la lettura tattica: stratega Sinner, che spegne l’entusiasmo da fondo del giovane americano e lo porta ad uscir sotto rete nei momenti decisivi, passo troppo grande per l’avversario, pizzicato, sorpreso e scavalcato. Sinner vola già ai quarti di finale.
Sarà l’unito italiano ed ancora una volta affronterà un americano, stavolta Tiafoe. Sono diversi i precedenti, non tutti favorevoli però: quel ricordo di Vienna è ancora impresso nelle menti altoatesine. Giocatore molto muscolare, carattere estroverso ed idolo della folla, in passato tra i due diverse scintille. N20 nel ranking, non è un avversario qualsiasi. Sinner favorito, ma occhio al re delle insidie.


