Giustizia, urne aperte per il Referendum: cosa cambia e perché il voto è decisivo

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ROMA – Al via oggi il Referendum confermativo sulla Riforma della Giustizia promossa dal governo guidato da Giorgia Meloni. Gli italiani sono chiamati alle urne per esprimersi su una delle modifiche più rilevanti degli ultimi anni in materia di ordinamento giudiziario.

Si vota oggi, dalle 7 alle 23, e domani dalle 7 alle 15. Al centro della consultazione c’è la legge costituzionale già approvata dal Parlamento, che interviene su sette articoli della Carta.

Tra i punti principali della riforma figurano la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura – uno per i giudicanti e uno per i requirenti – e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare chiamata a giudicare i magistrati.

Si tratta di un referendum confermativo, e quindi senza quorum: l’esito sarà valido a prescindere dal numero dei votanti. A determinare il risultato sarà la maggioranza dei voti espressi.

In caso di vittoria del sì, la riforma verrà definitivamente approvata, promulgata dal Presidente della Repubblica e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Se invece prevarrà il no, il testo non entrerà in vigore.

Il voto arriva al termine di un acceso dibattito pubblico, che ha coinvolto politica, magistratura e mondo della cultura, con posizioni spesso contrapposte su una riforma destinata a incidere profondamente sugli equilibri della giustizia italiana.

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