TORINO – Stasera Sassuolo. Opportunità troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Si affronta una realtà quasi fantasma, colpita ed afflitta da un’epidemia di pertosse che ha costretto all’isolamento ben sei elementi della prima squadra, vincere per far filotto diventa l’imperativo bianconero: sarebbe la terza vittoria consecutive a gonfie vele dopo il decisivo e pesantissimo pari in rimonta a Roma che sta evidentemente riscrivendo orizzonti quarto posto, qual modo migliore per approcciare la sosta che calare il tris? Spalletti lo sa, lo sa benissimo, predica massima concentrazione ma al contempo mostra volto sereno e torna a parlar del suo futuro. Ammette in conferenza stampa che le due settimane di sosta sono per definizione quelle giuste per incontrar la società, aver più tempo per buttar giù le idee, programmare il futuro, andare in profondità nelle analisi. Il percorso ormai è tracciato: la società vuole blindarlo, e lui vuole rimanere. Sì, ma con delle garanzie. Voce grossa, in capitolo, se l’è guadagnata eccome, sterzando stagione e direzione bianconera. Per l’ulteriore salto di qualità e chissà magari tornar a competere per il titolo partirà sì da inizio anno e con la sua preparazione, ma ha bisogno di 4 o 5 innesti di assoluto valore. Se troverà risposte soddisfacenti dalla propria società, da Comolli a Chiellini, allora sì che sarà pronto a metter nero su bianco. Come noto ha un contratto fino a fine anno, ma non c’è più alcun tipo di dubbio: anche se non dovesse chiuder al quarto posto, ha conquistato tutti. Spalletti s’è preso la Juve, adesso la Juve deve prendersi Spalletti.


