Derby d’Europa – Sonnifero e singhiozzi, primo atto in parità: Olimpico decisivo

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Un peccato, un derby europeo. Per le sole due realtà rappresentanti il Bel Paese in questa competizione. Un peccato, proprio perché una delle due sarà costretta a salutare, fra una settimana. Chi sarà? Beh di certo la gara d’andata non fugato dubbi, anzi. Lo spettacolo tra l’altro è stato al di sotto di quello che il nostro calcio dovrebbe offrire. Tutto, comunque, palesemente rinviato all’Olimpico: sarà l’atto secondo nella Capitale a decretare chi passerà ai quarti tra Bologna e Roma.

Al Dall’Ara è finita 1-1. Primo tempo balbettante, deludente, a tratti suggerente persino sonniferi. Roma spuntata, parecchio; Bologna più tattico ed equilibrato di quanto previsto. Zaragoza spreca, prima d’esser definitivamente bocciato; Bernardeschi fa le prove generali, ma quel sussulto arriverà soltanto nella ripresa. Già, quando fortunatamente s’accende tutto e ne beneficia il divertimento. Rowe in solitaria pesca l’ex Toronto: gran sinistro a giro, Svilar impotente, sembra quel Berna di dieci anni fa, quello di Firenze. La Roma risponde, deve farlo, senza alibi: stavolta Gasp pesca i cambi giusti e chi ha deluso a Genova in questo caso timbra. E’ Pellegrini, che fa 1-1, gol pesantissimo. Merito ancora a Malen, che colpirà pur legno: se s’accende, se messo in moto, si accende pure la Roma. Nel finale possono vincerla entrambe, Vitik stampa la zuccata su quella traversa che strozza l’urlo di Bologna e finisce così, pari e patta.

Ogni verdetto dunque palesemente rinviato alla gara di ritorno. Il primo atto è già storia, l’atto secondo tutto da scrivere. Roma avrà tutta la spinta dell’Olimpico giallorosso, che sappiamo quanto possa far tutta la differenza del mondo soprattutto in termini europei. Ma domenica Gasp si gioca un’altra finale a Como, scontro diretto al quarto posto; per Italiano al Mapei poco più di un’amichevole, a dir la verità. Ed anche questo diventa un aspetto che non può esser senz’altro sottovalutato. Con Gasp e Italiano comunque lecito aspettarsi fuochi d’artificio, ben diversi da quel primo tempo a singhiozzi offerto in Emilia stasera. Sette giorni e sapremo la verità, Emery è lì che aspetta.

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