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MILANO – Il derby della Madonnina si tinge ancora tutto unilateralmente di rossonero. Esattamente come nella gara d’andata, Max Allegri rimpone la sua legge. Quel corto muso, stavolta nel momento che contava di più. Se all’andata ci pensò Pulisic, stavolta il marcatore che decide la stracittadina al tramonto del primo tempo fa decisamente più notizia: quell’Estupinan oggetto misterioso, rilanciato nel momento più importante.
Tante assenze per l’Inter, stanca e francamente stavolta troppo brutta per esser vera. A tratti, l’ombra di sé stessa. Dimarco sciupa, qualche importante occasione (e polemica per presunto fallo di mani) fiocca solo nel finale, ma nel complesso il Milan alza il muro e vince un derby tattico e contratto all’italiana. Ha vinto la squadra stasera messa meglio, niente da eccepire.
Un successo che riporta i rossoneri a sette punti dall’Inter e forse, forse, riapre un discorso che sembrava chiuso da tempo, quello Scudetto. Servirebbe una Caporetto nerazzurra: difficile, ma nel calcio si sa può succedere di tutto. La differenza dei punti in classifica è proprio quel corto muso che Max stavolta con le mediopiccole quest’anno ha fatto meno: troppi mezzi passi falsi, con qualche punto in più ci si sarebbe potuto divertire parecchio.
Dagli altri campi domenicali spicca il successo di De Rossi nel suo derby del cuore: nella bolgia di Marassi batte la Roma del Gasp, che dopo la delusione di domenica scorsa si ritrova adesso appaiata dal Como e quasi raggiunta dalla Juventus, ad un solo punto di distanza. La corsa Champions è più viva che mai.
Come quella salvezza, d’altronde. Lo scontro salvezza in Salento lo vince il Lecce, che batte 2-1 la Cremonese: risucchiata, come descrivevamo da tempo, e adesso terzultima da sola. Ad un solo punto c’è la Fiorentina, che non va oltre il pari a reti inviolate col Parma ed esce ancora una volta contestata dal Franchi. E lunedì prossimo, pensate, c’è proprio Cremonese-Fiorentina.


