Non sono stati senz’altro i giorni migliori per preparare una cerimonia d’apertura come quella prevista stasera all‘Arena di Verona per le imminenti paralimpiadi di Milano Cortina. E la novità, ufficiale nelle ultime ore, è che anche al centro della kermesse olimpica per persone afflitte da disabilità sfocia e influisce il conflitto bellico in Medioriente.
Non ci sarà infatti Aboulfazl Khatibi Mianaei, non sfiderà l’unico atleta iraniano previsto dalla Delegazione del paese mediorientale. Difficili i contatti con la sua Federazione: quello che trapela è che non è stato possibile per l’atleta raggiungere l’Italia. Chiaramente ne consegue che non ha fatto in tempo a completare le procedure di iscrizioni e che dopo anni di sacrifici non gli sarà possibile partecipare alle Paralimpiadi. Parsons, il Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, esprimerà tutta la sua solidarietà all’atleta iraniano.
Scendono dunque da 57 a 56 il numero di nazioni e bandiere che sfileranno stasera. Alla presenza di istituzioni come Mattarella e Meloni, non sarà per nulla la cerimonia d’apertura desiderata. Parteciperanno con bandiera gli alfieri di Russia e Bielorussia, ed in tempi bellici e di geopolitica così messa a repentaglio, sono tanti gli stati che per protesta non lanceranno alcun porta bandiera: oltre alle tre Repubbliche Baltiche anche Repubblica Ceca e Polonia. Cerimonia sostanzialmente boicottata.


