Il settore automobilistico mondiale sta attraversando una trasformazione senza precedenti, e non si tratta più solo di quante auto elettriche escono dalle linee di montaggio: la vera battaglia per la leadership industriale si è spostata “dietro le quinte”, nelle miniere di litio, nelle acciaierie e negli stabilimenti di produzione delle batterie. Secondo l’ultimo rapporto di Transport & Environment (T&E), la “Carmaker League Table” del 2026, la sostenibilità della catena di approvvigionamento è diventata il nuovo parametro d’oro per misurare il successo dei grandi gruppi.
AUTO ELETTRICA: UNA NETTA DIVISIONE
Mentre l’Unione Europea stringe le maglie del Regolamento Batterie, i produttori sono costretti a passare da una sostenibilità di facciata a una tracciabilità reale. Il risultato? Una spaccatura netta tra un gruppo di avanguardia, guidato da Tesla e dai giganti europei, e una serie di “laggard” (ritardatari) che rischiano di restare esclusi dai mercati più redditizi. La nuova graduatoria pubblicata da T&E non analizza solo le emissioni allo scarico (che negli EV sono nulle), ma l’intero ciclo di vita del veicolo. I criteri includono la decarbonizzazione dei materiali (acciaio e alluminio
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