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Domenica sera, durante il programma Le Iene, Leonardo Caffo, condannato dal Tribunale di Milano per maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie, si è assolto pubblicamente. In un monologo durato circa un minuto, si è presentato come vittima, sostenendo di aver pagato un prezzo ingiusto: il licenziamento da parte della NABA – Nuova Accademia di Belle Arti – per incompatibilità con il codice etico dell’istituzione. Fin dalle prime battute – “Mi sono sempre dichiarato innocente e in cuor mio so di non aver fatto ciò che mi è stato contestato” – ha disvelato un presupposto implicito.
L’idea di essere al di sopra di tutto.
Se la legge non coincide con la mia narrazione, allora è la legge a essere discutibile. Se una sentenza mi condanna, allora è la sentenza a non cogliere la “verità”. Se un codice etico non mi permette di insegnare a causa delle azioni che ho commesso, allora è il
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