“Cosa stai facendo? Cosa stai facendo?”. Sono le domande disperate dei chirurghi austriaci – un dottore e una dottoressa – rivolte per tre volte ai colleghi del Monaldi durante il prelievo del cuore che era destinato a Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e 4 mesi morto sabato scorso. L’ingresso in sala operatoria – stando alla relazione di Bolzano – è avvenuto alle 8.27; l’incisione è stata effettuata alle 9.43; il prelievo alle 11.25; il termine dell’intervento alle 12.24. È in quei 102 minuti tra incisione e prelievo che si sarebbe verificata la prima compromissione dell’organo. In una procedura standard di prelievo d’organi, il tempo che intercorre tra l’incisione chirurgica iniziale e l’asportazione del cuore è solitamente molto più breve, spesso compreso tra 30 e 60 minuti. Ci sono stati momenti di grande tensione in sala operatoria dell’ospedale San Maurizio, la mattina del 23 dicembre 2025.
L’intervento del cardiochirurgo austriaco
I medici austriaci – due chirurghi e un perfusionista – si rendono conto che le manovre della cardiochirurga Gabriella Farina stanno provocando il rigonfiamento del cuore da prelevare. Si
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