Gian Gaetano Bellavia, commercialista e consulente di pm e giudici indagato per violazione della privacy, ha respinto con fermezza le accuse di trattamento illecito di dati personali e divulgazione di informazioni riservate, emerse dopo il caso dell’archivio rubato contenente oltre un milione di file. L’archivio, sottratto dalla sua ex collaboratrice, Valentina Varisco, ora a processo, ha sollevato un polverone mediatico e politico, compreso il cosiddetto “papello” con nomi di imprenditori, politici e vip. L’avvocato Luca Ricci ribadisce che “non vi è stato alcun trattamento indebito di dati personali: nel computer dello studio Bellavia Ferradini, i cui contenuti sono stati illecitamente copiati dalla ex collaboratrice Varisco, vi sono relazioni di consulenza tecnica svolte dal professionista su casi complessi e fondate su allegati che – in quanto oggetto del lavoro del commercialista – venivano tenute nell’archivio storico dello studio”. L’indagato per il legale, ha espresso “esaurientemente i fatti” e chiarito “la correttezza” del proprio operato.
Bellavia, nell’interrogatorio di mercoledì, ha ricostruito gli eventi che hanno portato alla denuncia del furto dei documenti riservati e ha spiegato che non esiste alcun “dossier” o
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