Nulla di fatto. Il decreto sui ristori destinati a Sicilia, Sardegna e Calabria per i danni causati dal ciclone Harry non approda in Consiglio dei ministri. O meglio, non c’è neppure una riga all’ordine del giorno nella convocazione. Restano ancora una serie di nodi da sciogliere a iniziare da una più precisa conta dei danni e dall’individuazione delle risorse. Nel frattempo, con in corso l’allerta gialla per il maltempo in nove regioni, tra cui Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Campania e Calabria, a Messina è iniziata l’attività di verifica dei danni nell’area sud della città, la più colpita. A San Filippo del Mela sono state evacuate alcune case a rischio crollo. La tensione resta alta e i cittadini si aspettano il pacchetto di interventi promesso. Non bastano le dichiarazioni del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, al pontificale per Sant’Agata, in cattedrale a Catania: “Stiamo lavorando senza sosta per portare ristori e aiuti e porre le basi affinché i nostri territori e la nostra gente si rialzino e siano sicuri”. E non hanno certo rassicurato le parole pronunciate dal ministro della
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