
Quando le critiche che sentiamo da piccoli ci restano impresse nel cervello anche da adulti
C’è una cosa che il cervello dei bambini fa benissimo, forse fin troppo: impara dall’ambiente. Non dalle grandi lezioni, non dai discorsi ben fatti, ma dall’aria che si respira ogni giorno. Dal tono di voce, dalle reazioni imprevedibili, da quella sensazione sottile di dover stare attenti anche quando non sembra esserci un motivo preciso. Le...
Le parole dell’infanzia non spariscono: restano nel corpo, nel cervello e nel modo in cui impariamo a stare al mondo
25 Gennaio 2026

C’è una cosa che il cervello dei bambini fa benissimo, forse fin troppo: impara dall’ambiente. Non dalle grandi lezioni, non dai discorsi ben fatti, ma dall’aria che si respira ogni giorno. Dal tono di voce, dalle reazioni imprevedibili, da quella sensazione sottile di dover stare attenti anche quando non sembra esserci un motivo preciso.
Le ricerche del Center on the Developing Child della Harvard University spiegano che lo stress tossico infantile nasce proprio qui: non dagli eventi eccezionali, ma dalla ripetizione quotidiana di un clima emotivo insicuro, fatto di critiche costanti, giudizio, tensione non detta. Il cervello, davanti a tutto questo, non si offende. Si organizza.
Quando il cervello accende l’allarme
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