Un corso d’acqua, che costerà miliardi di sterline, promette di irrigare il deserto occidentale africano, ma diversi esperti sollevano interrogativi sulla sua sostenibilità ambientale ed economica
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Nel cuore del deserto occidentale egiziano sta prendendo forma un’opera ingegneristica colossale: il “New Delta“, un canale artificiale di 112 chilometri destinato a trasformare radicalmente il panorama agricolo del Paese. Con un investimento miliardario, il progetto si presenta come la più grande iniziativa agricola mai intrapresa dall’Egitto, con l’obiettivo di coltivare circa 9.200 chilometri quadrati di terre aride e incrementare la sicurezza alimentare di una popolazione in continua crescita.
L’ambiziosa impresa si basa sulla creazione di una nuova arteria idrica che si affiancherà al Nilo, attingendo a un complesso sistema di captazione e trattamento delle acque. La stazione di Al-Hamam (capacità di 7,5 milioni di metri cubi giornalieri) rappresenta il fulcro tecnologico del progetto, promettendo di rendere utilizzabili per l’irrigazione acque sotterranee, di drenaggio agricolo e superficiali. Una rete di condotte, estesa per oltre 110 chilometri tra superficie e sottosuolo, distribuirà questa risorsa idrica alle nuove aree coltivabili.


