A lanciare l’allarme è Coldiretti Arezzo. I motivi della drastica riduzione nella produzione di frutta sono molteplici e di mezzo c’è anche la concorrenza sleale
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Mele, pesche, pere, albicocche, ciliegie, fichi: la frutta coltivata in provincia di Arezzo ha subito, nell’ultimo decennio, una drastica riduzione a causa di fattori climatici, economici e ambientali, con gravi ripercussioni sulle piccole imprese agricole. Si stima che sia scomparso addirittura un albero da frutto su due.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Arezzo, che ha analizzato i dati Istat diffusi in occasione del Macfrut di Rimini. In quell’occasione, la presidente Lidia Castellucci ha dichiarato:
L’aumento dei costi di produzione, i cambiamenti climatici, la concorrenza sleale internazionale, le pratiche sleali, l’arrivo di nuovi parassiti che colpiscono le piante come la cimice asiatica o la Drosophila Suzuki e la difficoltà di reperire manodopera sono l’insieme delle componenti che rendono la coltivazione di pere, mele, pesche non sempre remunerativa. A soffrire di più sono le piccole aziende agricole che hanno meno risorse per affrontare i costi e


