Per il premier israeliano è «un grande giorno per il Medio Oriente, ma ci sono anche significativi rischi». Raid preventivi su siti militari nell’area di Damasco
La caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria rappresenta un «risultato diretto dei colpi che abbiamo inferto all’Iran e a Hezbollah» negli ultimi mesi. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel giorno della presa della Siria da parte delle milizie jihadiste dell’Hayat Tahrir al-Sham. «Un giorno storico per il Medio Oriente», lo ha definito Netanyahu, che ha parlato dalle alture del Golan che segnano il confine tra Israele e Siria. Il governo israeliano esulta dunque per il collasso del regime di Assad, che sino a poche ore fa costituiva –


