Commosso per davvero. Senza sorrisi in quattordici minuti tesi. Un discorso tutto dedicato alla pandemia e al post Covid, quello che è stato l’ultimo saluto di fine anno agli italiani nella sua presidenza.

Sergio Mattarella ha richiamato alla coesione del Paese, “è tempo di costruttori”. Una responsabilità collettiva, pare di capire, al punto da non aver mai citato il governo Conte.

Il Capo dello Stato si è rivolto agli italiani restando in piedi, ammettendo le difficoltà “a trovare parole adatte per un pensiero augurale”.

“La pandemia mette a rischio le nostre esistenze”, ha aggiunto Mattarella, con l’auspicio di tornare alla normalità. Mettendo in fila i servizi e le attività produttive che hanno pagato un costo altissimo al virus. Ma dobbiamo “riappropriarci delle nostre vite”.

L’Italia ha pagato un prezzo altissimo, ma “non prevalga la paura”, ha detto il Presidente, facendo riferimento al  piano di vaccinazione, pur ammettendo errori e ritardi che ci sono stati, ma in una situazione imprevedibile. L’inquilino del Quirinale ha rinnovato forte fiducia negli interventi europei, “di straordinaria importanza”. E ha raccomandato gli italiani a vaccinarsi “come scelta di responsabilità”.

 

Fonte: Il Tempo

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