di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Da questo pomeriggio gli infermieri ed il personale Oss dell’ospedale di Montefiascone sono stati spostati al nono piano di Medicina Covid di Belcolle. Quindi, è stata chiusa la Medicina di Montefiascone per potenziare il reparto Covid di Belcolle. La Asl di Viterbo ha avviato, del resto, il reclutamento di nuovo personale per far fronte all’emergenza Covid con un avviso dello scorso 6 novembre, a firma della manager della Asl, Daniela Donetti, aperto per acquisire “disponibilità per la costituzione di rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato per infermieri e operatori socio-sanitari” da destinare all’emergenza Covid-19, in applicazione della circolare regionale numero 898178 del 20 ottobre. Per poter partecipare all’avviso è necessario essere in possesso della laurea triennale in scienze infermieristiche o il diploma universitario di infermiere ed essere iscritti all’albo. Agli operatori socio-sanitari è richiesto, invece, il relativo titolo professionale. La durata dei rapporti di lavoro è di sei mesi, durata rinnovabile in caso di necessità.

In merito alla decisione di spostare gli infermieri di Montefiascone a Viterbo, comunicata oggi stesso agli interessati, commenta il segretario generale della Confael, Egidio Gubbiotto: “E’ una cosa vergognosa. Ci sono nella Medicina di Montefiascone 12 anziani, dove li metteranno ora? Sicuramente alla clinica Santa Teresa con quello che costa. Al nosocomio di Montefiascone stanno anche facendo dei lavori, ma li hanno iniziati a settembre, mentre sono stati fermi sia a luglio che ad agosto. Adesso si stanno sbrigando per assumere infermieri. Montefiascone era un ospedale pulito perché in Medicina non c’è mai stato alcun caso Covid. Ora anche questi infermieri vengono inviati tutti a Belcolle, senza guardare in faccia a nessuno. Si deve rispettare chi è prescritto. Se si fa male? Questa estate a Montefiascone hanno lavorato con due infermieri per turno anche con 30 malati dentro il reparto ed ora così vengono premiati? Che senso ha, poi mi chiedo, se chiudono la Medicina, tenere la Radiologia aperta se non c’è niente? Ora dopo Ronciglione – incalza Gubbiotto– la Regione Lazio chiuderà definitivamente anche Montefiascone ed, intanto, spendiamo soldi giornalieri per la clinica Santa Teresa. Mi chiedo quando gli organi di vigilanza vadano, dopo le Rsa, anche a fare un controllo a Belcolle”.

Gubbiotto racconta, quindi, una vicenda personale: “Giorni fa sono stato all’ospedale di Montefiascone, eravamo in tre e ci hanno misurato la temperatura con la pistola a infrarossi, ma si vede che non funzionava bene, visto che tutti e tre avevamo 35,3, temperatura mai avuto in vita mia!”. Gubbiotto poi evidenzia anche un’altra situazione: “Sembra che vogliano portare la Psichiatria a Tarquinia, al piano terra e, quindi, così facendo, l’Ortopedia la devono spostare al piano superiore con tutti i disagi che questo comporta per l’utenza, quando ci sarebbe Ronciglione vuoto, oppure potrebbero riportare la Psichiatria a Montefiascone senza sconvolgere l’organizzazione di Tarquinia. C’è solo tanta disorganizzazione e di questo Zingaretti se ne dovrebbe accorgere. Il mio dovere è tutelare i lavoratori della sanità e insieme a loro gli utenti, che non sanno più dove andare”.

Infine, sul Servizio di Prevenzione e Protezione aggiunge: “Ci sono infermieri con rischio biologico medio, basso e alto. Io mi domando su quali parametri si possa fare questa distinzione, visto che dove c’è transito di persone c’è sempre un rischio Covid. Ricordo che il servizio di prevenzione l’ho voluto io con le mie forze sindacali nel 1996 e, quindi, non mi devono insegnare nulla. Dove c’è passaggio di persone il rischio c’è sempre”.

Fonte Tuscia Times (https://www.tusciatimes.eu/infermieri-di-montefiascone-richiamati-a-belcolle-al-reparto-covid-lintervento-di-gubbiotto-della-confael/)

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