L’obbligo tassativo per tutti gli abitanti di indossare le mascherine per poter uscire di casa e andare all’aria aperta, non trova consenso nella comunità scientifica internazionale.

La stragrande maggioranza dei positivi oggi è asintomatica, sono asintomatici anche i cosiddetti pazienti “a rischio” come gli anziani e gli immunodepressi, dire il contrario è mistificare la realtà.

L’ordinanza emanata sulle inutili mascherine all’aperto è la solita pagliacciata che Governo e Regioni usano per non assumersi le proprie responsabilità, inoltre, l’emergenza sanitaria in questo Paese esiste a periodi alterni?

Perchè quando si tratta di immigrazione non esiste?

Perchè, se davvero esiste, Conte e gli altri manigoldi che lo sostengono hanno fatto passare il messaggio che tra Luglio ed Agosto il virus era morto?

Il Covid era forse andato in vacanza ed oggi è tornato?

Potenzialmente il contagio potrebbe avvenire in ogni luogo chiuso od aperto che sia. Le mascherine all’aria aperta sono una scempiaggine dal punto di vista razionale e scientifico.

Le Asl italiane, lo dico con cognizione di causa ed invito chiunque a smentirmi, hanno perso il lume della ragione ed anche quello della scienza: se il virus fosse realmente un pericolo per la salute pubblica, a quest’ora per colpa di questi incompetenti assoluti saremmo tutti morti da un pezzo.

Ci sono delle procedure che non hanno nessun fondamento a livello scientifico, e questo lo dicono dottori, infettivologi, sindacati, chiunque. Una su tutte, le mascherine: se voi tenete attaccato alla vostra faccia uno straccio lercio e puzzolente non lavandolo MAI ed indossandolo 7 giorni su 7 state pure tranquilli che il Covid potrà essere la cosa meno peggio che rischierete di contrarre.

Il Covid-19 è un virus respiratorio e di conseguenza la massima parte dei contagi avviene tra persone che hanno un rapporto diretto e quindi un’esposizione ravvicinata in ambienti chiusi, cioè: famiglia, luoghi di lavoro, ospedali, ecc., mentre risulta molto difficile che ci si contagi per strada all’aria aperta, dove il virus non riesce a raggiungere una carica virale sufficiente tale da determinare la malattia.

Ribadito che le misure fondamentali anticontagio sono la distanza interpersonale di almeno un metro e l’igiene (lavaggio delle mani, sanificazione delle superfici, ecc.) l’uso delle mascherine chirurgiche, secondo l’ ECDC, “ potrebbe – al condizionale! – servire quale mezzo di controllo al fine di ridurre il diffondersi dell’infezione nella comunità minimizzando l’escrezione di goccioline respiratorie (droplets) da persone infette che non hanno ancora sviluppato sintomi o che sono asintomatiche.” Ma “non è dato sapere se l’uso di maschere nella comunità può contribuire ad una diminuzione nella trasmissione in aggiunta alle altre misure.” E specifica che “ l’uso di mascherine nella comunità potrebbe essere considerato in particolar modo quando si frequentano spazi chiusi e affollati, come negozi di alimentari, centri commerciali o quando si utilizza il trasporto pubblico, ecc.”
In sintesi l’ ECDC dichiara che neppure in ambiente chiuso si sa se le mascherine possano servire, ma deve essere chiarissimo che se realmente servissero, servirebbero a ridurre la diffusione del virus nella comunità. Ma la protezione della singola persona, invece, ammesso che vi sia, è minima.

Anche all’aperto il contagio si può evitare solo con il distanziamento fisico, per cui la premessa dichiarata su cui poggia l’obbligo di indossare le mascherine in strada (“spesso non risulta possibile il rispetto della distanza interpersonale minima di sicurezza di almeno 1 metro, quale misura principale di contenimento, anche negli spazi aperti”) non sembra reggere dal punto di vista scientifico, perché se non fosse possibile il rispetto della distanza all’aperto l’unico modo per eliminare il rischio sarebbe il divieto a tutti di uscire di casa.
E comunque pur indossando la mascherina se non si rispettano le distanze il contagio può avvenire anche attraverso le congiuntive. Il rischio non è mai neutralizzabile al 100% neppure fermando la nazione, va ridotto il più possibile, ma con misure ragionevoli, validate dalla comunità scientifica, proporzionate al pericolo, valutando costi e benefici.
Tanto più che la prima raccomandazione è di “ dare priorità all’uso di mascherine per gli operatori della sanità rispetto all’impiego delle stesse nella comunità.” Cosa che mi pare non stia avvenendo nella nostra regione.

E a scanso di equivoci l’ ECDC ribadisce che “ L’uso delle mascherine nella comunità dovrebbe essere considerato esclusivamente come una misura complementare e non in sostituzione di stabilite misure di prevenzione, per esempio il distanziamento fisico, l’“etichetta” (coprirsi il volto quando si starnutisce o si tossisce), la meticolosa igiene delle mani ed l’astenersi dal toccarsi la faccia, il naso, gli occhi e la bocca.”

E occorre la rigorosa osservanza delle istruzioni d’uso per non rivelarsi dannoso, sottolineando che l’umido le rende un ricettacolo di microbi, oltre al rischio di dare un senso di sicurezza infondato, distraendo da comportamenti igienici essenziali come lavarsi le mani o il distanziamento fisico e quindi paradossalmente favorire il contagio. E le stesse osservazioni si dovrebbero fare per l’uso dei guanti.

In definitiva, chiarisce l’ ECDC “l’uso delle mascherine nella comunità dovrebbe tener attentamente conto delle lacune nell’evidenza scientifica sull’utilizzo delle mascherine, della situazione dell’approvvigionamento e dei possibili effetti collaterali negativi.”

Quindi è necessaria una valutazione delle raccomandazioni dell’ECDC al fine di garantire ai sanitari la disponibilità di un utile presidio antivirus e di risparmiare ai cittadini un disagio inutile e quindi evitabile.

In questi mesi ci hanno detto sul Coronavirus tutto ed il contrario di tutto: mascherine fino ad aprile inutili perchè “il virus è microscopico e trapassa il tessuto” ed ora diventate invece l’unico sacro strumento di difesa; il numero dei contagiati che prima era ininfluente perchè dovevamo tenere in considerazione quello dei morti ed ora il numero dei morti ininfluente perché dobbiamo considerare quello dei contagiati; i guanti prima fondamentali ed ora inutili; i test sierologici prima inutili ed oggi fondamentali “per capire quanti hanno contratto il virus” e poi, ancora, i tamponi inattendibili, il vaccino che non si trova e il virus che prima rimaneva ed ora non rimane più sulle superfici.

Basta. Per continuare ad ascoltare questi ignobili e pericolosi farabutti come se fossero dei profeti bisogna essere dei mentecatti. Una persona normodotata a livello cerebrale capisce che in questa situazione stiamo pagando gli effetti del regalare lauree e ruoli istituzionali a cani e porci.

E voi che ancora adesso avete il coraggio di difendere le scelte scellerate di questi cervellotici idioti, siete e sarete per sempre complici. Sarete complici della devastante crisi economica che tra poco si abbatterà come una piaga egizia sui nostri mercati e sarete responsabili eticamente e moralmente di tutte le famiglie che usciranno con le ossa rotte da questo maledetto periodo storico.

Tra 20 anni racconteremo a chi verrà dopo di noi tutto quello che abbiamo dovuto patire in questi mesi ed i nostri figli/nipoti ci rinfacceranno la nostra ignavia e il nostro fottuto egoismo.

Tratto da un post su Facebook di Mattia Ugolini

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