«Magari qualcuno penserà che sono strana, oppure dirà che gli fa schifo. Io so solo che Zac aveva una possibilità, perchè non usarla per provare a salvargli la vita?».

E così è stato, visto che alla fine si è ripreso ed ora può tornare alla vita di tutti i giorni. Zac è un gattino dolce e sveglio, due anni fa è stato adottato da una coppia veronese e dalle loro figlie, ma pochi giorni fa se l’è vista davvero brutta.

«Stavamo per uscire e lui era al piano di sopra, una delle nostre ragazze è salita ed ha iniziato a gridare», racconta la donna tornando con la mente ad una settimana fa. La scena è raccapricciante, il gatto è rimasto incastrato con la testa nell’apertura a vasistas della finestra, il corpo è a penzoloni verso il pavimento visto che non ci sono appigli sotto la finestra. «Abbiamo trovato dei graffi sull’infisso in legno, ha provato in tutti i modi ad aggrapparsi».

Senza riuscirci, finendo incastrato senza poter respirare. «Non so da quanto tempo fosse lì, l’ho tirato giù e appoggiato sul letto, non aveva battito e gli occhi erano spalancatati, era rigidissimo», va avanti il marito ricordando attimi davvero difficili, «lo toccavamo ma ci sembrava morto, allora ho iniziato a frizionarlo nella zona del cuore». Non è abbastanza, Zac non dà segni di vita. Sembra che non ci sia più niente da fare.

Claudia, il nome è di fantasia perchè la donna non vuole essere riconosciuta, decide di intervenire. «Faceva dei rantoli, così gli abbiamo aperto la bocca e ho iniziato a soffiare aria, intanto mio marito telefonava al veterinario: sono andata avanti ancora, almeno una trentina di insufflazioni, dava qualche segnale di ripresa e allora sono andata avanti», continua con un pizzico di commozione. Poi la corsa dal veterinario, gli hanno fatto una flebo e vari esami radiografici ma per fortuna non aveva danni interni». Zac rimane sotto osservazione per un paio di giorni, poi torna a casa. «Aveva molto male alla zampe dietro e le unghie erano tutte rotte per il tentativo disperato di cercare qualche appiglio», continuano i due coniugi veronesi, «ora è spesso stanco ma ci hanno detto che è una cosa normale dopo uno choc del genere». Poi di nuovo la voce rotta di Claudia.

«Magari qualcuno riderà al pensiero di una respirazione bocca a bocca ad un gatto, ma vorrei che questa storia fosse un messaggio per chi ama gli animali. Una storia d’amore, perchè quando c’è una piccola speranza bisogna provarci. In passato avevo rianimato un uomo», il ricordo della donna, «ed era giusto lottare anche per Zac, soffiavo con tutte le mie forze e speravo. Non provarci fino in fondo avrebbe lasciato un sentimento di angoscia e invece siamo riusciti a farlo restare tra noi. Lo guardiamo negli occhi ed è meraviglioso, uno splendido ritorno alla vita».

di Luca Mazzara

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