Generalmente, Il carnefice non è consapevole di esserlo, ma nel caso assuma i connotati del dolore, non segue le regole, diventa lui stesso la regola.

Rivendica i suoi diritti su un corpo che non ha conquistato con amore, ma che ha sottomesso alla sua volontà con estrema violenza.

La sua forza è nella sua immunità alle leggi, agisce con invadenza ed arroganza, asservendo a se ogni conquista.

Il carnefice è sempre alla continua ricerca della sua vittima, preferisce coloro che sono all’opposto del suo modo di pensare, li attacca e li sottomette alla sua autorità, le vittime sono costrette a comportarsi secondo i suoi dettami, senza nessuna via di scampo o alternative.

Nella fibromialgia, il carnefice si traveste da dolore, e rinchiude dentro una gabbia le sue vittime, poi inizia una meticolosa e subdola attività, che né fiacca le forze.

Ecco il carnefice della fibromialgia “il dolore”: insensibile ad ogni supplica, che impunito continua la sua azione demolitrice, non ha limiti, ma solamente la speranza che il suo accanimento finisca.

Eppure, in questa situazione, sono tantissime le persone che danno consigli ed esortazioni per un dolore che non provano.

Solo il dolore è capace di insegnare la vita senza dolore! Lui, non sente ragioni, contro il tuo volere pretende di essere sentito.

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