La scienza, grazie ad uno studio sui pazienti, sta facendo il possibile per gestire la salute pubblica e per migliorare il controllo dell’infezione da COVID-19,un passo avanti verso il vaccino.

Serology characteristics of SARS-CoV-2 infection since the exposure and post symptoms onset

Bin Lou et al

Sommario

Una diagnosi tempestiva dell’infezione da SARS-CoV-2 diventa prerequisito sia per il trattamento che per la quarantena preventiva.

Diagnostica sierologica per la valutazione della presenza degli anticorpi mediante la fissazione del complemento e test RNA.

Metodo:

E’ stato condotto uno studio di Coorte sui pazienti ( asintomatici e con tampone negativo) presso il primo ospedale affiliato dell’Università di Zhejiang, in Cina. Sono stati misurati nei campioni di plasma di pazienti COVID-19 il titolo totale anticorpale (Ab) e quello dello classi IgM e IgG alla SARS-CoV-2. Sono state rilevate le dinamiche del sistema anticorpale durante la fase di positività.

Risultati:

Il livello di sieroconversione per Ab, IgM e IgG nei pazienti COVID-19 è stato rispettivamente del 98,8% (79 pazienti su 80), 93,8% (75/80) e 93,8% (75/80). Il primo marker sierologico rilevato è stato il titolo anticorpale totale seguito da IgM e IgG, con la positività al test ad una mediana di 15, 18 e 20 giorni dal momento dell’esposizione al virus (dpe) e 9, 10 e 12 giorni dall’inizio della  sintomatologia. Il livello degli anticorpi nel siero dei pazienti in via di guarigione aumenta rapidamente a partire in media dal giorno 6 dopo l’inizio dei sintomi ed è correlato alla diminuzione della carica virale.

La sensitività (Ab) nella fase iniziale della malattia (prima settimana) è stata pari al  64,1% paragonata al 33,3% delle IgM e IgG, p <0,001); sale al 100%, 96,7 e 93,3 dopo due settimane.

Conclusioni:

La risposta anticorpale mediante fissazione è visibile in fase d’infezione acuta da SARS-CoV-2. I test sierologici forniscono un’importante integrazione al test dell’RNA nell’identificazione e nella diagnosi di un patogeno specifico e informazioni utili per la valutazione dello stato immunitario del paziente. Si raccomanda l’utilizzo di test validati come norma di buona pratica clinica per gestire la salute pubblica e per migliorare il controllo dell’infezione da COVID-19.

Questi paragrafi sono tratti da uno studio di Coorte sviluppato in Cina, non ancora peer-reviewed,  svolto su 80 pazienti e uscito su una piattaforma dedicata.

Riguarda la dinamica della formazione degli anticorpi contro la Sars – Cov2 come tempo e quantità dal momento in cui i pazienti vengono a contatto col virus e dopo la manifestazione della sintomatologia.

I risultati rappresentano un’ottima partenza per poter riprodurre lo stesso studio con gli stessi procedimenti per giungere agli stessi risultati su un numero molto più elevato di pazienti.

I risultati sono comunque incoraggianti, il percorso è sicuramente lungo ma apre alla speranza di una corsa più breve verso un vaccino che possa essere efficace.

Attualmente sono 44 i gruppi di ricerca impegnati, ci sono in pole position anche gli Italiani.

Abbiamo un piccolo vantaggio sul vaccino perché molti studi erano stati già fatti in occasione della Sars 1 e dell’Ebola, tuttavia, volendo essere ottimisti 12/18 mesi ancora.

Oltre a mettere a punto un vaccino efficace ed innocuo, bisogna testarlo attraverso le sperimentazioni, poi avere il placet degli Organismi di controllo, poi trovare chi lo produce, organizzare la produzione su larga scala, poi ottenere l’ok alla commercializzazione e in ultimo distribuzione e prescrittibilità, un iter che prevede passaggi ineludibili a cautela dei pazienti, come per tutti i farmaci.

Nonostante questo, il dosaggio degli anticorpi sarà fondamentale per affrontare il dopo, per sapere quanti hanno incontrato il virus, quando e ottenere informazioni sull’eventuale stato immunitario.

Non un passo avanti ma due.

Rimanere a casa oggi serve anche a prendere tempo per lo studio e la ricerca, per capirne sempre di più e per arrivare, in tempi brevissimi, intanto ad una terapia a target e a evitare la terapia intensiva e la rianimazione.

La conoscenza rimane l’arma più potente.

BeVaBe

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