Nessuno tocchi Ippocrate.

Ambulanza 118 applaudita da un’ intero condominio alla fine di un intervento.

Grazie per la riconoscenza.

Non vogliamo essere applauditi sempre, ci basta il rispetto che meritiamo!

Lutto nel 118

Anche il 118 è stato colpito dal coronavirus. Un operatore di 51 anni del servizio d’emergenza sanitario di Bergamo è morto per le conseguenze del contagio. Già nei giorni scorsi si sapeva che diversi dipendenti del servizio erano stato contagiati, tanto che nel «Soreu delle Alpi» (che ha sede a Bergamo e copre anche Brescia e Sondrio) si erano ammalati una decina di operatori con febbre alta, tosse, sintomi pesanti. Alcuni tamponi hanno dato esito positivo. E così nella notte tra martedì e mercoledì la centrale di Bergamo è stata chiusa per sanificazione e per diversi giorni gli operatori hanno fatto il turno di notte da Milano, tornando poi nella loro sede. Ma uno di loro purtroppo non ce l’ha fatta.

L’Associazione si unisce al lutto e al dolore della famiglia

Ci chiediamo, quanti di questi post dovremmo leggere ancora?

Se tanti Diego non vengono tutelati è finita, questo è ciò che giornalmente vivono gli operatori del 118 di tutte le aziende del territorio nazionale.  

NON VENGONO DATE LE GIUSTE MISURE DI SICUREZZA AGLI OPERATORI DEL 118, OSSIA AL  PERSONALE CHE OPERA IN PRIMA LINEA.

IN QUESTO MOMENTO COSI CRITICO COME IL CORONA VIRUS O COSIDDETTO COVID 19

Questa mascherina la portano 24 ore

A tutti coloro che lavorano con senso di abnegazione e del dovere sulle ambulanze, dopo che sono stati a contatto con un possibile caso di Coronavirus, e magari anche risultato positivo, perché non viene effettuato loro il tampone? Ovviamente, per loro che stanno operando allo stremo e senza i dovuti accorgimenti, il rischio di contrarre il virus è molto alto.

I fatti purtroppo lo stanno dimostrando.

Alla maggior parte del personale delle associazioni del 118, quindi CRI e  altro, gli è stato fatto fare un corso, se pur di qualche ora, su come comportarsi in caso di Coronavirus.

Nel corso è stato illustrato come comportarsi in caso di contatto con persone infettate, quindi come vestirsi, come svestirsi, come sanificare il mezzo, ovviamente l’ambulanza, dopo il caso ed in fine la disinfestazione individuale di ogni singolo operatore.

Tutto chiaro giusto? Ma allora perché alcune aziende di 118 hanno le mascherine contate, i calzari contati, le tute contate?

Nel caso di strappo delle stesse non sanno cosa fare, perché sprovvisti.

In poche parole, tutti coloro che svolgono quotidianamente il servizio di 118, non sono assolutamente tutelati.

Anche queste persone hanno nelle loro case i propri famigliari, figli, genitori e nipoti.

Essendo ormai certo che vi possono essere casi asintomatici, come fanno a sapere se possono essere positivi?

Sarà forse il caso che il personale venga sottoposto ad un controllo con tampone almeno ogni 20 giorni?

Sicuramente non tutti i giorni, ma almeno quel minimo dovrebbe essere garantito per tutelare in primis i propri colleghi, i propri familiari ed infine anche tutte le persone con cui potrebbero entrare in contatto per interventi ordinari.

Purtroppo li mandano allo sbaraglio, tipo Armata Brancaleone…

Si spera che venga messa in atto una strategia per dare massima tutela a tutti coloro che, svolgendo, in questo momento drammatico, la loro missione siano in grado di continuare, fornendo loro il materiale necessario per poter operare senza mai ovviamente abbassare la guardia.

Un operatore del 118 fa giustamente questa riflessione.

Ripeto noi non siamo eroi come ci definite, siamo solo degli esseri umani che svolgono il proprio lavoro in prima linea aiutando il prossimo, quindi la Nostra, prima dello stipendio, è una MISSIONE.

Oltre a loro che fanno il primo intervento poi ci sono infermieri, medici e tutto il personale paramedico con i volontari della protezione civile i quali giustamente chiedono che gli venga fatto il tampone ogni 15/20 giorni per vedere se si è positivi o meno.

Dovrebbe essere un diritto dei lavoratori la salute, di conseguenza i datori di lavoro di tutte le associazioni, quindi tutte le aziende del 118 dovrebbero tutelare il proprio organico fornendo loro tutto il materiale necessario approvato dalla OMS per lavorare nella massima sicurezza.

Se si ammalano anche loro È FINITA.

Se non si riesce ad adottare queste misure, allora i datori di lavoro prendessero delle decisioni….quali?

Quello di far stare tutti a casa e di non mandarli come carne da macello.

Se non ci sarà più personale sanitario, dal 118 agli infermieri per finire con i medici sicuramente è LA FINE.

Se non teniamo alla nostra pelle almeno rispettiamo chi si sta prodigando per salvarci la vita.

RESTATE A CASA NON USCITE SE NON PER MOTIVI VERAMENTE IMPROCASTINABILI.

 

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