Spesso siamo rincuorati da notizie che ci raccontano di animali ritenuti estinti, ma che poi, in realtà, si scopre essere ancora presenti in natura, magari anche solo in pochi esemplari.

Purtroppo, parallelamente a queste buone nuove, si susseguono altrettante informazioni che riguardano creature che non rivedremo più in natura.

Come nel caso del pesce spatola cinese (Psephurus gladius), uno dei pesci d’acqua dolce più grandi al mondo, che ha fatto registrare un triste primato. Si tratta, infatti, del primo animale del 2020 – e dunque della decade – a essere stato dichiarato ufficialmente estinto.

immagine: LT News/Youtube

Il gigantesco animale un tempo risiedeva nel fiume Yangtze (Fiume Azzurro), ma non è stato più visto dal 2003. Si ritiene, per questo, che sia definitivamente scomparso tra il 2005 e il 2010. A confermarlo uno studio pubblicato su Science of the Total Environment che, sulla base di oltre 200 avvistamenti di questo pesce, avvenuti tra il 1981 e il 2003, ha tratto le amare conclusioni.

Il pesce spatola cinese (o pesce spada cinese), che doveva il suo nome al caratteristico muso allungato e piatto, era considerato il “re dei pesci d’acqua dolce, proprio per le sue dimensioni considerevoli. Poteva infatti arrivare a pesare fino a 250 kg, per una lunghezza di oltre 3,5 metri. Le origini di questo insolito animale, poi, erano antichissime, dato che si ritiene risalissero a ben 75 milioni di anni fa.

In realtà, già dal 1993 il pesce spatola cinese era stato dichiarato “funzionalmente estinto“, dato che i ricercatori avevano constatato che le coppie in vita non sarebbero state sufficienti per far perdurare la specie nel tempo. Inquinamento, costruzione di dighe e porti, eccessivo traffico di imbarcazioni fluviali e pesca intensiva hanno cambiato per sempre le sorti di questo animale. Col pesce spatola cinese, per lo più a causa delle attività umane, se ne è andato un altro importante tassello degli ecosistemi acquatici.

 

immagine: LT News/Youtube

E mentre il governo cinese sta pensando di mettere in atto misure drastiche volte a impedire la pesca commerciale intensiva nel fiume, i ricercatori sostengono che tali divieti potrebbero non essere sufficienti, viste le massicce infrastrutture costruite nel tempo (fra tutte, la Diga delle Tre Gole), che hanno modificato pesantemente l’habitat di moltissime creature. Oltre al pesce spatola, sono infatti tanti altri gli animali a trovarsi già in serio pericolo di estinzione.

Non resta che augurarsi che l’uomo cominci a rendersi conto in anticipo – e non a danni compiuti – di quanto sia importante preservare e proteggere la biodiversità e il benessere dell’unico, fragile Pianeta che lo ospita.

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