L’allarme è stato lanciato da Paolo Biasci, Presidente della FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, ieri al congresso in svolgimento a Paestum (NA). Se complessivamente è più del 50% dei bambini e ragazzi fino a 16 anni a soffrirne, a subirne la maggior carenza sembrano essere gli adolescenti.

Sotto accusa c’è lo stile di vita, determinato dal poco tempo trascorso all’aria aperta e dal troppo passato dentro casa. La vitamina D è infatti assunta per il 90% attraverso l’esposizione al sole: ma il 36% dei nostri ragazzi passa almeno 2 ore al giorno sui videogames o al cellulare e il 48% guarda troppa televisione. Dati impietosi.

“Assumere la giusta quantità di vitamina D è fondamentale per il corretto sviluppo della massa ossea e di quella muscolare – ha dichiarato il Dott. Biasci – e aiuta a rafforzare il sistema immunitario. In particolare, il fabbisogno quotidiano di vitamina D3 viene assicurato da un’adeguata esposizione solare. Molti giovani soffrono di ipovitaminosi D.”

La dieta, in questo caso, NON gioca un ruolo importante, ha inoltre affermato il Dott. Mattia Doria. Anche gli alimenti arricchiti dalle vitamine necessarie non gioverebbero alla causa, mentre l’uso degli integratori, in un percorso condiviso con il proprio pediatra, risulterebbe efficace.

 

Fonte: https://www.greenme.it

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