Ore d’ansia per una famiglia di allevatori. La piccola è in gravi condizioni

«Ha storto il collo ed è svenuta».

Il padre di Carla (il nome è di fantasia) non dimenticherà mai quei momenti. La bimba, di appena un anno, deve la vita al tempestivo intervento della macchina dei soccorsi del 118 che l’ha trasportata al Brotzu in codice rosso per un arresto cardiaco.

Domenica di paura – È una domenica come le altre per una famiglia di Capoterra (due genitori giovanissimi e due figli piccoli). Il padre, 28 anni, che fa l’allevatore, è andato in campagna ad accudire gli animali.

La madre, 23 anni, riassetta la casa alla periferia ovest del paese a pochi chilometri dal capoluogo.

La giornata è splendida, il cielo azzurro e il sole riempiono di colori il “Parco urbano”.

Carla gattona a malapena e scherza con il fratellino di tre anni.

A metà mattina nell’area verde del paese arriva anche il padre. «Abbiamo iniziato a giocare, l’ho anche portata sull’altalena. Poi c’era caldo e ci siamo riparati sotto gli alberi».

Il dramma – La festa si trasforma in terrore: Carla sviene e non riprende conoscenza.

La giovane madre della piccola non sa darsi pace. È minuta, ma ha energia da vendere.

Si muove freneticamente tra la sala d’attesa e il corridoio del reparto dove i medici tentano disperatamente di salvarle la vita. «La bimba è sempre stata molto dinamica. Solo venerdì ha avuto qualche linea di febbre a causa dei dentini che stanno spuntando». Mai nessun problema sino a ieri mattina.

«Improvvisamente il collo ha ceduto, la testa si è piegata da un lato e Carla ha chiuso gli occhi», racconta scosso il padre.

«Per fortuna è accorsa immediatamente una dottoressa nostra vicina di casa che le ha praticato le prime manovre salvavita. Non respirava, ho spostato la lingua che le ostruiva la gola».

Al parco urbano qualcuno chiama il 118. L’ambulanza medicalizzata di Sarroch raggiunge Capoterra a tutta velocità. Il caso è disperato e dall’aeroporto di Elmas decolla l’elicottero Ec 135 giallo che in pochi minuti atterra in via Palermo.

Il rianimatore dell’elisoccorso dà manforte ai due colleghi e la caricano sull’ambulanza: ormai è stabilizzata ed è meglio non sottoporla a scossoni inutili, anche perché il Brotzu è vicino.

Poco dopo le 13 la bimba è già nelle stanze del Dipartimanto di emergenza-urgenza. I sintomi sembrano portare a una diagnosi spaventosa: sospetta meningite.

Il quadro clinico – «La prognosi è riservata, la bimba respira con la ventilazione assistita attraverso le macchine». I medici del reparto di Terapia intensiva del Brotzu non si sbilanciano.

Le condizioni della piccola sono molto gravi.

«Stiamo facendo tutti gli accertamenti del caso, la sintomatologia è tale che non possiamo escludere si tratti di meningite.

Per questo è incluso nella batteria degli esami anche il test su quella malattia».

Prima di avere certezze sulla diagnosi è necessario far trascorrere 24 ore. La notte sarà determinante. «Solo domani (oggi per chi legge) potremo essere più precisi».

 

Fonte: https://www.unionesarda.it

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