Il capitano azzurro dopo l’argento: “Non è stata una gara normale, ma al limite dell’umano. Grande lavoro della squadra, mi spiace non averlo coronato con l’oro”. Il c.t.: “Non sono uno che piange spesso, ma stavolta sì”

E’ sfinito, Matteo Trentin al termine della gara che sognava di vincere e che ha chiuso con un secondo posto che brucia. “E’ stata una corsa veramente dura, al limite dell’umano. Non è stata una corsa normale, è stato incredibile. Sono ancora qua che tremo. Nell’ultimo giro sono stato lì a pensare alla volata, sulla carta ero il più veloce ma dopo una gara così dura la carta non conta nulla. Ero venuto qua con la gamba e l’intenzione di vincere, girano le scatole… Ma se riguardo la volata, posso solo dire che Pedersen è stato più bravo. Peccato, mi roderà per tutto l’anno quando lo vedrò con quella maglia. Mi spiace per i compagni, Gianni (Moscon) è stato fenomenale, mi spiace non aver coronato la giornata con l’oro. Sarà dura da mandar giù, ma non sono così deluso. Ho perso di un bel po’, sono partito ai 200 metri, che è la mia distanza. Ma questo è lo sport”.

Il c.t. Davide Cassani ha la voce rotta: “Non sono uno che piange spesso, ma stavolta sì. I nostri sono stati fantastici. E vedere che c’è uno che ci batte, dispiace. Questo secondo posto brucia. Ma sono orgoglioso di questa squadra. Non abbiamo vinto ma i nostri azzurri sono stati bravi. Matteo (Trentin) mi ha detto che non ha sottovalutato nessuno, che è partito forte. Non riusciva neanche a parlare, per il freddo. Mi ha solo detto: Mi dispiace”.
Gianni Moscon, grande protagonista: “E’ stata una giornata brutale, abbiamo corso bene come nazionale. Io ho cercato di essere presente in ogni azione pericolosa, come nei piani. Ho speso un po’ di più per tener viva l’azione. Ci ho messo tanta grinta”. E Sonny Colbrelli conferma: “Abbiamo corso alla grande, oggi abbiamo trovato Pedersen più forte. Matteo ha fatto una grande gara, come tutta la squadra”. Alberto Bettiol, come Colbrelli impegnato nel controllo del gruppo: “Ci siamo mossi bene, abbiamo sfinito il Belgio. Poi abbiamo controllato la Francia. Lavorare per un capitano come Trentin è facile, si è mosso con i migliori, è andato forte. Non c’è nulla da recriminare”.
Fonte: https://www.gazzetta.it

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