Un diciassettenne e un quattordicenne sono stati arrestati a Messina per aver rapinato e abusato sessualmente di una donna di 90 anni. Devono rispondere di rapina aggravata, tentato omicidio e violenza sessuale.

L’anziana e’ stata trovata riversa sul pavimento, con il volto tumefatto e sanguinante. Uno dei due aggressori sarebbe amico di un nipote della vittima. L’anziana è stata ricoverata in prognosi riservata con fratture multiple e contusioni in varie parti del corpo. Inoltre, dalle visite cliniche effettuate è emersa ai suoi danni anche la violenza sessuale.

I due minori,  14 e  17 anni,  arrestati ,sono stati condotti presso il Centro di Prima Accoglienza presso il Tribunale per i Minorenni di Messina.

Il fatto è accaduto a Messina e ha lasciato sbigottita tutta Italia. Come è possibile? Come si può? Quanto dolore può provare in questo momento quella donna? Una donna nata in un altro secolo, che con ogni probabilità avrà vissuto una vita virtuosa, dignitosa, crescendo dei figli, prendendosi cura dei nipoti e ora non chiedeva altro che trascorrere gli ultimi anni in tranquillità, godendosi i frutti dei propri sacrifici. E invece sono bastati due spiantati, criminali sbarbatelli per buttare all’aria novant’anni di vita e di speranza. 

Ma come può accadere? Quale storia e quali disagi ci saranno dietro a due adolescenti in grado di compiere un’azione simile? Difficile saperlo, sono minorenni, vanno protetti. Ma se stessimo peccando di eccessiva protezione? Se proprio questa volontà di voler proteggere ad ogni costo, anche di fronte ad un simile gesto efferato, sia una delle cause scatenanti del gesto stesso? Genitori – e già, perché quando si parla di minorenni il pensiero va sempre ai genitori – sempre più morbosamente protettivi, permissivi, distratti, poco attenti, egoisti e privi di una capacità fondamentale: insegnare ai propri figli l’empatia e il rispetto.

Abbiamo una sola speranza: smetterla di proteggere a tutti i costi i nostri figli da pericoli inesistenti e concentrarci sui pericoli veri, smettere di perorare le loro cause come se fossero delle vittime di un sistema malato, perché il sistema malato lo abbiamo creato noi, il sistema malato sono i nostri stessi figli. Abbiamo poche, ma decisive parole d’ordine per riuscire a cambiare le cose: rispetto per le istituzioni ed empatia nei confronti del prossimo. Senza questo, tutto è perduto e tutti abbiamo fallito.

 

 

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