I rossoneri presentano i tre neo acquisti. E il difensore brasiliano svela: “Quando mi ha chiamato Maldini stavo facendo shopping con mia moglie”

L’auspicio è che la presenza di spirito in campo sia inversamente proporzionale alla timidezza in conferenza stampa. Ismael Bennacer, Rafael Leao e Leo Duarte sembrano scolari al primo giorno di lezione. Timidezza, parole misurate (anche se per tutti e tre non mancano le idee chiare) e, ovviamente, la realizzazione di quello che chiamano inevitabilmente “un sogno”. Tre facce nuove per tre ruoli, dalla difesa all’attacco. È – anche – su di loro che poggerà il nuovo Milan di Giampaolo.

BENNACER

“Sono felice perché qui c’è tutto per fare il massimo – racconta Bennacer -. Per me il Milan è la squadra perfetta per imparare e lavorare bene. Il mio ruolo è quello del play, è la posizione che preferisco anche se ovviamente gioco dove vuole l’allenatore. Sono felice di arrivare qui in qualità di campione d’Africa, è stata una bella esperienza e ho fatto un ulteriore step nella mia crescita, ma non ho compiuto nulla di grande. Il calcio in Africa e diverso“. Fra i suoi “sponsor” c’è Giampaolo: “Mi ha chiesto di venire qui e per me è già tanto. Conosco quello che posso dare e come posso lavorare, farò il mio massimo”.

LEAO

 Leao è quello atteso dal compito più gravoso, sotto alcuni punti di vista. L’attacco rossonero per ora latita e da lui ci si attendono grandi cose. “Da bambino guardavo le partite del Milan in tv con mio papà, e ora sono qua. È una grande emozione. Voglio lavorare forte per fare la storia in questo club. Spero di fare molti assist a Piatek. È vero, sono un attaccante e devo anche segnare, ma mi piace molto creare occasioni per gli altri. Posso giocare prima o seconda punta, mi piace molto muovermi, quanti più assist farò meglio sarà. Il Milan ha dimostrato di volermi fortemente e questo per un giovane è molto importante. In questo club voglio fare la mia storia e non essere uguale a nessuno”.

LEO DUARTE

Leo Duarte racconta sorridendo il frangente in cui ha capito che il Milan sarebbe diventato la sua futura casa: “Ero a fare shopping con mia moglie quando mi ha chiamato Maldini. È stata un’emozione fortissima. Il mio obiettivo in questa società è essere non solo un semplice giocatore, ma uno dei giocatori che possono fare la storia. Certo, il calcio brasiliano è diverso, l’idea di gioco è diversa, ma Jorge Jesus ha un’idea simile a quella di Giampaolo. Datemi ancora qualche giorno, voglio anche imparare l’italiano velocemente per entrare subito nel vivo. Fisicamente posso ricordare Thiago Silva, con tutte le debite proporzioni. Se avrò metà del suo successo sarà fantastico. Romagnoli è un grande giocatore, con me parla molto e mi sta aiutando nell’inserimento. La concorrenza? Se dovrò mangiare erba per giocare lo farò, sarà una lotta sana e chi sta meglio giocherà”.

 

Fonte: https://www.gazzetta.it/Calcio/

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