A lezioni di gentilezza con la prof

La professoressa Mara Pillon ha 54 anni e una grande passione che trasmette agli alunni:La Gentilezza

Tutti sappiamo quando ormai sia sempre più rara la gentilezza gratuita e quanto noi stessi per primi, ci ritroviamo spesso arrabbiati, di fretta, con mille pensieri per la testa e ci dimentichiamo di una virtù importantissima, essere gentili e disponibili verso gli altri, anche verso sconosciuti

è appena uscita una ricerca, di cui vi abbiamo raccontato, che spiega come la gentilezza non faccia bene sono agli altri ma soprattutto a se stessi, rendendoci più felici

Così l’idea della Prof Pillon è stata quella di creare un progetto didattico per educare i suoi alunni in classe: lezioni, applicazioni pratiche giornaliere, tante emozioni e anche uno show per le altre classi, su quello che è un valore fondamentale da riscoprire,

La Prof ha raccontato di essere convinta che accanto al compito istituzionale, la scuola debba educare gli studenti anche ai sentimenti, conoscerli riconoscerli e applicarli.

Osservando i suoi studenti, la docente si è accorta dell’indifferenza generale verso i compagni più deboli, racconta:
“Li osservo da anni a ricreazione. Ragazze in gruppo che non si preoccupano se una loro compagna di classe rimane sola. Ragazzi senza merenda che la rubano agli altri con prepotenza, perché a nessuno viene in mente di condividere”.

Così lei ha deciso di intervenire insegnando ai suoi studenti, che sono 19 ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 12 anni che frequentano la scuola media Marco Polo di Silea, prima di tutto a guardarsi intorno, osservare le persone ed a cercare di capirle.

Tutto è partito con una frase di Ian Maclaren:

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre”

Durante le lezioni di gentilezza si parla, si impara, ci si racconta, si condivide e si mette poi in pratica nella vita di tutti i giorni quanto si è capito in classe.

Per un mese, le lezioni della prof sono state solo sul capire ed imparare ad ascoltare gli altri, provare empatia, comprendere le proprie emozioni e quelle altrui e come fare nella vita di tutti i giorni, una volta usciti da scuola ad applicare la gentilezza in più possibile,

Inoltre tra le varie attività c’era quella di tenere un diario con tutti gli atti di gentilezza fatti e ricevuti, per fare sempre attenzione a tutti quelle piccole gentilezze che riceviamo dagli altri e a cui spesso non diamo peso e che consideriamo scontate…

Dopo un mese di lavoro sulle emozioni, l’empatia e la gentilezza gli alunni hanno invitato gli studenti di prima e seconda media dell’istituto, in aula magna, per un momento in cui condividere quello che avevano imparato:

Spiegando ai compagni come si possa diventare gentili, utilizzando come riferimento degli articoli scientifici, il testo di Dante “Tanto gentile e tanto onesta pare“, per fare capire a tutti che la gentilezza rende le persone belle dentro e quindi nobili d’animo, per poi passare al racconto della trama del libro Wonder, e ad un momento in cui su un lenzuolo bianco venivano racconti tutti i pensieri e le frasi significative a tema gentilezza e altro ancora…

Un bel momento in cui includere anche i compagni più giovani in un percorso positivo alla scoperta di se stessi e degli altri, perché con dei semplici gesti gentili si può sia migliorare la vita di chi li fa e sia di chi li riceve

La prof che educa alla gentilezza, Mara Pillon ha raccontato:

Adesso questi 19 studenti sono i messaggeri della gentilezza. Sono chiamati a mettere in pratica ciò che hanno studiato, saranno loro all’interno dell’istituto a consigliare gli altri di fare altrettanto. Spero che il progetto sia esteso anche ad altre classi”.

Un bellissimo progetto educativo che ci mostra come la scuola può e deve avere anche il compito di educare alla vita e ai sentimenti

Fonte: /www.positizie.it/

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