Ultimo grado di giudizio giovedì 21 febbraio per l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, condannato in Appello lo scorso settembre a sette anni e sei mesi di reclusione per corruzione nell’inchiesta sugli ospedali San Raffaele e Maugeri. La Cassazione si esprimerà sul ricorso presentato dai legali di Formigoni.

Stando ai calcoli degli uffici giudiziari milanesi una parte delle imputazioni, e in particolare quella che riguarda il capitolo San Raffaele, risulta prescritta. Nonostante una possibile modifica al ribasso della pena per prescrizione, se la Cassazione dovesse confermare la condanna, l’ex governatore rischia l’arresto: la nuova legge Anticorruzione, la cosiddetta Spazzacorrotti, elimina la possibilità di scontare una condanna fino a 4 anni in affidamento. In ogni caso, Formigoni potrebbe chiedere gli arresti domiciliari che possono essere concessi per condannati con età superiore ai 70 anni (l’ex governatore ne ha 71).

Se invece la Cassazione dovesse annullare con rinvio la sentenza dello scorso 19 settembre per un nuovo giudizio d’Appello, anche le restanti imputazioni per Formigoni, ossia quelle principali del processo e che riguardano la Fondazione Maugeri, potrebbero cadere in prescrizione (il termine, infatti, è a luglio prossimo), prima che si arrivi ad una nuova decisione in terzo grado.

Nelle motivazioni della condanna i giudici d’Appello avevano spiegato che Formigoni ha meritato la pena massima prevista per essere stato corrotto anche con vacanze a «spese altrui», con delibere di giunta per circa 200 milioni di rimborsi pubblici, perché i fatti hanno «profili di gravità, oggettivi e soggettivi».

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