E pensare che in settimana sembrava che le distanze si fossero appiattite. Finalmente, Zaniolo e l’Udinese sembravano viaggiare a braccetto verso il rinnovo del contratto. Un rinnovo non dovuto, tra l’altro. Una richiesta d’adeguamento del calciatore e dei suoi agenti in nome di una vecchia parola del club friulano: “prima di riscattiamo, poi adeguiamo”.
La fumata bianca sembrava dietro l’angolo. Il calciatore sembrava finalmente pronto a dire di sì. La società aveva fatto tutti gli sforzi possibili per aumentargli l’ingaggio e soddisfare le sue richieste. “Rimango, ma trattato da faro della squadra” voleva Zaniolo. E così l’Udinese aveva cercato di andargli incontro, dimostrandogli importanza mantenendo fede alla parola data. Un discorso soprattutto economico, comunque.
Ma qualcosa è andato storto, nelle ultime ore. Perché proprio nel giorno del raduno del team, Zaniolo ha disertato la convocazione. Incredibile ma vero, all’improvviso. Siamo di fronte all’ennesima zaniolata? Stavolta all’unico club che gli ha dato dimora ed amore nel momento più difficile della carriera, e che va detto Zaniolo ha saputo ripagare, tanto da convincere l’Udinese a riscattarlo a giugno dal Galatasaray.
Flirta silenzio, un silenzio agghiacciante e tombale. L’ambiente friulano sembra sconcertato. Dal club non trapela nulla, nessuna comunicazione ufficiale; ma qualcosa chiaramente dovrà spiegare. Forse, mentre scorrono le ore del weekend, l’Udinese lavora dietro le quinte per convincere Nick a tornare sui suoi passi. Ore importanti, ore cruciali. Ma il rischio che Zaniolo possa averla fatta di nuovo grossa, in una carriera costellata da errori di una testa che troppo spesso gli ha minato la definitiva esplosione, è concretissimo.

