Forti esplosioni sono state avvertite nella notte a Riad, dopo che le autorità saudite avevano attivato un’allerta per una possibile minaccia aerea. Si è trattato del primo allarme diramato nella capitale dall’intensificarsi, a luglio, del conflitto nel vicino Yemen.
Poco prima delle 3 del mattino, i residenti hanno ricevuto sui telefoni un messaggio della Protezione civile che segnalava una «minaccia aerea ostile» e invitava la popolazione a rimanere al chiuso. Testimoni dell’AFP hanno riferito di aver udito due esplosioni; circa mezz’ora dopo, le autorità hanno comunicato che il pericolo era cessato, revocando l’allerta a Riad e nella vicina Al-Kharj. Non risultano, al momento, informazioni ufficiali su eventuali vittime o danni.
Tensioni con gli Houthi
Negli ultimi giorni l’Arabia Saudita è stata più volte bersaglio di attacchi con droni e missili attribuiti agli Houthi, il movimento yemenita sostenuto dall’Iran e protagonista del conflitto contro le forze governative appoggiate da Riad. L’episodio segna la prima volta, nell’attuale fase di escalation, in cui la capitale saudita viene coinvolta direttamente.
Il conflitto yemenita è iniziato nel 2014, quando gli Houthi hanno conquistato Sana’a e ampie porzioni del Paese. Nel marzo 2015 l’Arabia Saudita è intervenuta alla guida di una coalizione militare in sostegno del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale.
La tregua raggiunta nel 2022 si è progressivamente indebolita fino al collasso dello scorso luglio. Secondo le ricostruzioni disponibili, la nuova escalation è stata innescata anche dalla decisione degli Houthi di autorizzare l’atterraggio in Yemen di un aereo iraniano, sfidando il controllo saudita dello spazio aereo yemenita.
Emergenza umanitaria
La ripresa dei combattimenti sta aggravando una crisi umanitaria già molto grave. Le Nazioni Unite stimano che oltre 112 mila persone siano state costrette a lasciare le proprie case all’interno dello Yemen dall’inizio delle nuove ostilità, mentre quasi 3 mila persone hanno attraversato il mare per cercare rifugio a Gibuti.

