Decollata l’edizione 2026 di Wimbledon. Il primo turno, l’ingresso di tanti i campioni, i primi contrasti coi valorosi superstiti delle qualificazioni. Wimbledon è sempre Wimbledon, apice della stagione sul verde, tempio impronosticabile: gare sempre più tortuose ed insidiose del previsto, nessun pronostico è mai scontato. Ne sa qualcosa Jannik Sinner, che lunedì ha faticato più del previsto per ribaltare Kecmanovic.
A volta scattano dei veri e propri film, per non farsi mancar nulla a livello di folklore e cinematografia: gara troppo protratta fino all’assenza di luce naturale, la rimonta di Cobolli su Navone sospesa addirittura per oscurità, nella serata di ieri. Si proseguirà e si riprenderà soltanto oggi pomeriggio.
Un film già scritto e finito in maniera emozionante è quello tra Berrettini e Wawrinka, avversario all’ultima gara a Wimbledon. Una sfida infinita, meravigliosemente tutta dipinta ai tie-break: 7-6 sotto, poi tre volte 7-6 consecutivamente a ribaltare e chiudere. Dopo 4 ore di battaglia, leale e sportiva, Matteo va avanti. Il Martello capitolino c’è, duello eroico ma prosegue il percorso del finalista 2021. Momento più emozionante: onore all’avversario, a fine gara corre a consegnargli il simbolico asciugamano per l’ultima apparizione in un tempio come questo.

