20 Ottobre 2026

West Nile, Latina travolta dal virus: supera Roma ed è prima per contagi nel Lazio. Già 13 morti in Italia

Il Capoluogo pontino diventa il focolaio della regione: scatta il sorpasso sulla Capitale e cresce l'incubo di un doppio virus con l'arrivo di Usutu
21 Agosto 2026
zanzara west nile virus
La zanzara del West Nile Virus
La provincia di Latina è diventata il nuovo fronte più caldo e preoccupante per la diffusione del virus West Nile nel Lazio. Nell’ultima settimana la situazione è peggiorata rapidamente e Latina è balzata in testa superando persino la capitale. Fino a pochi giorni fa le due città erano appaiate a quota sedici contagiati ciascuna, ma oggi Latina è salita a ben ventitré casi confermati, mentre Roma si trova subito dietro a quota ventuno. Come se non bastasse, a rendere lo scenario ancora più serio nella regione, l’Istituto superiore della Sanità ha segnalato che a questi numeri si devono aggiungere anche altri nove casi di contagio dovuti all’Usutu Virus, un’altra infezione simile che preoccupa i medici.

Questo peggioramento locale si inserisce in un quadro nazionale dove l’allarme resta altissimo. L’ultimo report ufficiale dell’Istituto superiore della Sanità lancia un chiaro segnale di emergenza per tutta l’Italia, dove nell’ultima settimana si è registrato un sensibile e preoccupante aumento dei casi di positività. Il virus non si ferma e circola in modo stabile in quasi tutto il Paese, colpendo ben sedici Regioni in totale. Anche se i numeri complessivi sono per adesso inferiori rispetto a quelli registrati lo scorso anno nello stesso periodo, gli esperti avvisano che il virus colpisce comunque e si sta diffondendo esattamente come in passato.

L’unica nota positiva arriva dai controlli a tappeto sul sangue di chi va a donare regolarmente, che rappresentano lo strumento migliore per capire l’andamento dei contagi e per scovare i moltissimi casi asintomatici, cioè persone che hanno il virus ma non mostrano sintomi, salvando così molte vite grazie alla diagnostica precoce.

Riconoscere il virus è difficilissimo perché non esiste un modo chiaro per distinguere la febbre o i sintomi del West Nile da quelli di una normale influenza stagionale. La vera differenza che deve far scattare la paura è la durata della febbre alta e dei malesseri.

La gravità della situazione in Italia è confermata dai numeri drammatici delle ultime ore. In tutto il territorio nazionale si è arrivati alla cifra shock di trecentododici casi confermati di infezione nell’uomo. Di questi, ben centocinquantasei pazienti hanno sviluppato la forma neuroinvasiva, che è la variante più grave della malattia. Tra questi casi gravi ce n’è anche uno importato dall’estero.

A questi si aggiungono altri centoquindici contagiati che hanno avuto sintomi decisamente meno gravi ma comunque debilitanti, spesso caratterizzati dalla sola febbre alta, e quaranta persone asintomatiche che stavano bene ma sono state scoperte solo grazie ai controlli di sicurezza sui donatori di sangue. Purtroppo il virus ha già provocato tredici decessi in Italia, tra cui un morto legato al caso importato dall’estero.