Manchester, 05 GIU – Si è chiusa con la condanna del vero colpevole, a 23 anni dai fatti e dopo uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia britannica recente, la vicenda di un brutale caso di stupro avvenuto nel 2003 a Salford, nell’area metropolitana della Grande Manchester. Paul Quinn, oggi 52enne, si è visto infliggere da un giudice della Manchester Crown Court una pena esemplare a 24 anni di reclusione per violenza sessuale, lesioni e tentativo di strangolamento nei confronti di una donna, all’epoca neo-mamma, aggredita per strada nel luglio di 23 anni fa.
Quinn è stato individuato solo di recente dopo che a suo tempo la polizia aveva identificato per sbaglio – nel corso di un confronto all’americana in cui erano stati allineati diversi uomini somiglianti tra loro – un altro presunto aggressore: Andrew Malkinson, oggi 60enne, in realtà innocente, ma condannato nel 2004 a 17 anni di carcere e riabilitato in giudizio bis solo nel 2023, a pena ormai scontata.
Per quell’errore, rimesso in discussione dall’esame tardivo di un campione del Dna nel 2007 e oggetto poi di una revisione completata soltanto molti anni dopo, un’inchiesta interna è stata aperta nei ranghi della Greater Manchester Police sull’ipotesi di negligenze investigative gravi.
Il giudice che ha oggi emesso la sentenza contro Quinn ha sottolineato il male fatto dall’uomo, sia alla vittima della violenza, sia alla persona intrappolata al suo posto. Ha poi definito “un’eroina” la donna stuprata, chiamata a testimoniare e a rivivere lo strazio in due diversi processi a distanza di anni. Intervistato dalla Bbc, Malkinson ha da parte sua bollato Paul Quinn come “un vile” che ha causato “sofferenze indicibili”; ma si è detto “sollevato” per il fatto che “la persona giusta sia stata finalmente mandata in galera”.

