5 Agosto 2026

VIDEO SHOCK – Roma, orrore in stazione: rapinato e colpito alla testa con un cacciavite, muore dopo 8 giorni di agonia

La tragedia si è consumata alla stazione Palmiro Togliatti: un 30enne egiziano interviene per difendere l'amico da una rapina, viene colpito al cranio e preso a calci sul corpo. Fermato un 28enne irregolare
28 Luglio 2026
roma omicidio stazione togliatti
Un momento dell'aggressione sfociata nell'omicidio
Una lite violentissima per una rapina in banchina, durata pochissimi secondi e finita nel sangue. È successo venerdì 18 luglio alla stazione ferroviaria Palmiro Togliatti, nella zona di Colli Aniene a Roma. Un uomo egiziano di 30 anni è stato colpito alla testa con un cacciavite ed è crollato a terra: il suo cuore ha smesso di battere la notte del 26 luglio al policlinico Umberto I, dopo otto giorni di tentativi disperati da parte dei medici. Per l’omicidio è stato arrestato un ragazzo di 28 anni originario del Gambia.

Tutto è stato ripreso chiaramente dalle telecamere di sicurezza della stazione. Sulla banchina, in mezzo ad altre persone, scoppia una discussione. Un 28enne gambiano, con precedenti per reati violenti e senza fissa dimora, aggredisce un connazionale di 31 anni (anche lui già noto alle forze dell’ordine per questioni di droga). Il motivo? Pretende da lui soldi e il telefono cellulare. L’aggressore lo prende a pugni e lo colpisce a braccia e gambe con un cacciavite, fortunatamente in modo non grave. Tra i presenti sulla banchina scatta il panico e tutti fuggono.

A quel punto interviene il 30enne egiziano, amico dell’uomo che si stava difendendo anche con un taglierino. Il 28enne si scaglia contro di lui come una furia. Lo colpisce più volte fino a conficcargli il cacciavite nel cranio. Non sodisfatto, continua a infierire sul corpo ormai immobile con calci violenti alla testa e al torace, arrivando persino a strappargli i vestiti di dosso, per poi scappare.

Il 31enne gambiano, riuscito a sfuggire alla morsa, chiama subito i soccorsi. Viene poi medicato all’ospedale Sandro Pertini. Le condizioni dell’amico egiziano appaiono invece subito disperate: l’ambulanza lo porta in codice rosso all’Umberto I, dove purtroppo muore dopo una settimana. I poliziotti, coordinati dalla Procura di Roma, analizzano i filmati e identificano l’aggressore, che risulta irregolare in Italia. L’uomo viene scovato e bloccato poche ore dopo: la magistratura ha convalidato il trasferimento in carcere con le accuse di omicidio e rapina.