30 Giugno 2026

«Vi racconto una storia»

Le sue funzionano sempre: Ludovico Bessegato, artefice del fenomeno Skam Italia, nel suo anno d’oro riflette sulla tenuta dello streaming, sull’autofiction – «Solo in pochi sanno farla bene» – e sulla crisi dei cinema. A proposito della quale ha un’idea interessante
27 Novembre 2022
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Questo articolo è pubblicato sul numero 48 di Vanity Fair in edicola fino al 29 novembre 2022

Guida per riconoscere i suoi santini: «Mi piaceva tantissimo X-Files. Dawson’s Creek il pomeriggio era un’alternativa divertente allo studio. I segreti di Twin Peaks l’ho recuperata più avanti. Con Lost è arrivata la folgorazione per le serie». Che poi sono diventate la sua vita e l’hanno portato nel paradiso dello streaming. Ludovico Bessegato, milanese, classe 1983, è lo showrunner italiano che tutti vogliono da quando ha creato l’ormai cult Skam Italia, brillante racconto di un gruppo di liceali romani e adattamento local della versione originale nata in Norvegia, oggi alla quinta stagione su Netflix. 

Figlio di un attore teatrale e di una storica dell’arte, ha sempre coltivato il sogno di raccontare storie sullo schermo, «ma mi sembrava rischioso non avendo grandi contatti e non volendo gravare all’infinito sui miei genitori. Quindi, finito il liceo, dopo un bagno di realtà, mi sono iscritto a Giurisprudenza. Il primo giorno di lezione, però, ho ricevuto la telefonata di un amico di amici di famiglia: stava cercando un assistente